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Nuovo Decreto legge sulla liquidità, per Confesercenti regionale misure deludenti

Pubblicato nella serata di ieri ha già raccolto il parere negativo dell'associazione di categoria

Attualità Rimini | 08:03 - 10 Aprile 2020 Il presidente di Confesercenti provinciale Fabrizio Vagnini Il presidente di Confesercenti provinciale Fabrizio Vagnini.

La Giunta regionale della Confesercenti Emilia-Romagna ha esaminato in videoconferenza iel Decreto-Legge 23 reso noto nella tarda serata di giovedì, condividendo un sentimento diffuso di delusione rispetto a un provvedimento che aveva suscitato aspettative importanti, ma che presenta più di una criticità.

In particolare si lascia al sistema bancario un’eccessiva discrezionalità sulla possibilità di concessione del credito e non si comprende bene se vi possa essere un automatismo nella concessione dei prestiti al di sotto dei 25 mila euro. Anche la garanzia, inoltre, non è al 100 per cneto come preventivato ma si è abbassata al 90 per cento, lasciando quindi spazio per dinieghi alle imprese più fragili e in difficoltà.

Secondo Confesercenti riminese occorrono soluzioni che garantiscano veramente la liquidità finanziaria per la sopravvivenza delle nostre imprese che oggi si trovano senza ricavi ma con adempimenti, imposti e tributi locali e costi del personale praticamente inalterati.

«Le misure fino ad ora adottate al Governo non rispondono alle richieste delle aziende che vorrebbero riprendere la propria attività nel rispetto di tutte le norme precauzionali a garanzia della clientela e del proprio personale», afferma il presidente provinciale Fabrizio Vagnini, «serve la cancellazione di alcune tasse e tributi per il 2020 e non solamente il loro differimento e la riduzione al 50 per cento per il 2021, contributi a fondo perduto per la ripartenza e accesso al credito con garanzia al 100 cento per cento a tasso zero. Un altro nodo è il pagamento degli affitti nel periodo di chiusura imposta».