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A Rimini nasce l'assemblea per il reddito di quarantena da garantire a tutte le categorie

La riflessione parte da un assunto: "Il Coronavirus non è equo, profonde disuguaglianze sociali"

Attualità Rimini | 09:44 - 09 Aprile 2020 Foto da internet Foto da internet.

Provengono dal associazionismo, dagli spazi sociali e dal sindacalismo di base gli attivisti che hanno aderito alla campagna nazionale per un “Reddito di quarantena”, che rivendica misure all'altezza dell'emergenza in corso, per non ritrovarsi a pagare il prezzo di una nuova recessione.

«Va ripensato l'intero sistema di welfare per garantire l'accesso a tutti a reddito, casa e servizi, anche nel nostro territorio dove questi temi sono all'ordine del giorno nonostante appaiano spesso invisibili a chi crede ancora nel mito della grassa Romagna. Perché davanti al nuovo Coronavirus non siamo tutti uguali. La pandemia fa infatti emergere le profonde disuguaglianze che lacerano la nostra società. Così è palese che a dispetto dello slogan #andràtuttobene, per molti le cose non stanno andando bene per niente.

Sono tantissime quelle figure lavorative che a fronte della chiusura di molte attività economiche rischiano di vedere il proprio reddito fortemente ridotto, se non addirittura azzerato: «Pensiamo agli educatori e alle educatrici che con la chiusura delle scuole e la sospensione di numerosi servizi si sono trovati in una condizione di forte incertezza; a tutto il mondo sommerso ed invisibile degli appalti; alle partite Iva, ai tanti lavoratori autonomi, ai piccoli produttori agricoli, ai lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo totalmente privi di qualsiasi rete di protezione sociale. E poi c'è la specificità del nostro territorio, un'economia basata sul turismo che a causa di Covid-19 rischia l'implosione. Cosa ne sarà poi degli stagionali, migliaia di persone che nelle prossime settimane avrebbero dovuto iniziare a lavorare negli hotel, nei bar, nei ristoranti, negli stabilimenti balneari?». Senza dimenticare chi, vivendo in povertà, non possiede nemmeno una casa dove isolarsi dal virus.

L'assemblea allora propone una ricetta, «ripartire dalle reti mutualistiche e solidali, dal sostegno ai senza casa, dalla lotta degli educatori per il riconoscimento del 100 per cento del salario, alle campagne per i diritti dei lavoratori stagionali. Cercando di intrecciare le istanze locali alle strategie nazionali.