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‘Chi può lascia, chi non può prende’: dalla spesa alle mascherine a Riccione è gara di solidarietà

Dall’alimentari Mulazzani un banchetto con generi alimentari. Valentina cuce per il Ceccarini

Attualità Riccione | 18:17 - 08 Aprile 2020 La solidarietà dell'alimentari Mulazzani a Riccione La solidarietà dell'alimentari Mulazzani a Riccione.

La solidarietà aguzza l’ingegno: tanti in questo momento di emergenza Covid-19 si sono rimboccati le maniche per dare una mano. Si sa, il paese è fermo e inevitabilmente in tanti sono in difficoltà. A Riccione c’ è Jimmy Mulazzani, dell’alimentari Mulazzani di via Veneto, che ha avuto una bellissima idea. Jimmy ha collocato davanti alla sua attività un tavolo con un cartello che recita “Chi può lascia, chi non può prende”. Vari generi alimentari vengono lasciati - pasta, uova, sugo, olio, zucchero, beni di prima necessità insomma - messi a disposizione di chi sta affrontando questo momento in maniera ancor più difficile.

UN TAVOLO CON LA SPESA SOLIDALE
«L’idea mi è venuta guardando un servizio in tv, un’iniziativa analoga a Piacenza – racconta Mulazzani – allora abbiamo pensato di sposarla anche noi. In tanti hanno partecipato, non solo clienti, anche qualche fornitore ».
C’è chi dona, ma c’è chi ha remore nel prendere, forse per un sentimento di vergogna, «noi, essendo una realtà storica del quartiere, sappiamo già chi potrebbe avere bisogno, li contattiamo e vengono a prendere la spesa alla sera a negozio chiuso. Abbiamo inoltre chiamato la Croce Rossa e la Protezione Civile che raccolgono le spese e le portano a domicilio delle famiglie bisognose di cui hanno i contatti».  Jimmy racconta infine la difficoltà di lavorare in questo particolare periodo anche per l’irreperibilità di alcuni prodotti come guanti, alcool e lievito che, fortunatamente, gli viene fornito dai fornai da cui si servono.

DALLA SPESA ALLE MASCHERINE
Altra grande storia di solidarietà è quella di Valentina Pronti, che nella vita fa la mamma, è una OSS (operatrice socio sanitaria), «per questo ho a cuore il personale sanitario» rivela. In questo periodo di difficoltà ha avuto una bellissima intuizione: in casa prepara sgargianti mascherine, raccogliendo fondi per l’Ospedale Ceccarini di Riccione.

Ha già raccolto quasi 400 euro. «Non mi sono fermata un attimo da quando ho iniziato a cucire, e non intendo fermarmi anche se adesso inizio ad avere problemi per reperire gli elastici,  Amazon non mi garantisce più quella tipologia, ma sicuramente risolverò in qualche modo. Mi hanno contattato varie attività, tra cui un fornaio, per avere le mie mascherine, da allora le richieste sono aumentate».
Le mascherine di Valentina sono in cotone, disponibili in varie fantasie o anche neutre, hanno una tasca interna al cui interno si può inserire un ulteriore supporto protettivo, la carta forno per esempio.

Sono solo due delle storie belle di solidarietà che in questo periodo stanno nascendo, una catena umana per chi ha bisogno e per sostenere gli “eroi” che sono in prima linea negli ospedali in questa emergenza sanitaria.


Maria Assunta (Mary) Cianciaruso