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VIDEO Anniversario strage di Fragheto a Casteldelci ed eccidio di Ponte Carattoni a Verucchio

Anche se non è possibile commemorare i morti di persona, i partigiani vogliono ricordare

Attualità Verucchio | 07:59 - 08 Aprile 2020

Il 7 aprile ricorre il 76esimo anniversario della strage di Fragheto a Casteldelci, l'8 aprile quello dell’eccidio degli otto martiri di Ponte Carattoni a Verucchio. Vicende che sembrano lontanissime dalla realtà odierna ma che l'Anpi, associazione nazionale partigiani italiani della provincia di Rimini, certo non dimentica.

«Oggi nelle nostre società democratiche invochiamo a gran voce, e aggiungerei giustamente, la necessità dii essere riconosciuti tutti esseri umani con lo stesso valore, quel valore che ci è riconosciuto nella Carta Costituzionale», commenta la presidente di Anpi provinciale Rimini Giusi Delvecchio. «Si deve riconoscere che quel lascito non fu ottenuto gratuitamente, ma al costo di tante vite e sogni spezzati. Dopo molti anni di ricerche di documenti nascosti e negati, abbiamo imparato che una delle armi della strategia nazifascista era proprio la guerra ai civili, che si perpetrava da troppi anni e nel corso dei quali aveva sempre stretto accordi con quel regime pazzo e sanguinario che era il nazismo di Hitler. Le donne, gli anziani e i bambini di Fragheto non si aspettavano di essere trucidati».

Ma se possibile la smemoratezza degli anni successivi «la guerra ha continuato a non fare chiarezza sulle vicende di Fragheto, così come è accaduto per gli eccidi di Tavolicci o di S. Anna di Stazzema, solo per citarne alcune. Nel 1994 la scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” ci rivela uno status, LA rinuncia ad un diritto democratico ovvero la verità o quanto meno la verità giudiziaria». In questi anni dove la comunità di Fragheto ha cercato la verità tra dicerie, travisamenti, bugie, omissioni e storie taciute.

L’azione della furia nazifascista si trasferisce il giorno successivo a ponte Carattoni, nel comune di Verucchio, oggi dedicato agli otto martiri fucilati per mano nazifascista sul fiume Senatello l’otto aprile 1944. Per Fragheto e per tutti gli eccidi analoghi è troppo tardi per dire “chi sa, parli”: «Anche il processo tenutosi nel 2013, a 69 anni di distanza da quel 1944, si è concluso con un nulla di fatto giudiziario. E allora possiamo forse augurarci di trovare la pace per noi e per una comunità dilaniata allargando l’orizzonte del nostro sguardo e collegando quell’episodio alla storia di un intero paese in guerra, di gente che a vent’anni ha messo a repentaglio la propria vita con un’idea di libertà in testa. Negli anni a venire noi saremo ancora qui, alla ricerca di una verità storica, al servizio di una democrazia imperfetta come lo sono gli uomini che la compongono».

«Ricordiamo le vittime in silenzio e con commozione», sottolinea Luigi Cappella, presidente onorario dell'associazione "D'la'de'foss", «ricordiamo anche i sopravvissuti,che il giorno dopo seppero ritrovare la voglia di continuare a vivere ed iniziarono la ricostruzione. Il mio auspicio è che ciascuno di noi, nessuno escluso, dia la sua mano per ripartire con entusiasmo, adesso, verso un mondo ancora migliore, rispetto a quello che c'era prima del Coronavirus».

Ieri mattina il sindaco Fabiano Tonielli, a nome di tutti i cittadini di Casteldelci, ha osservato un minuto di silenzio davanti al sacrario e ha voluto ricordare, in segno di omaggio, i nomi delle 30 persone uccise (Video).