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Verucchio: ristoratore si offre per cucinare i pranzi della domenica per le famiglie bisognose

Il gesto di generosità di Andrea Semprini di Piada Style

Attualità Verucchio | 13:37 - 05 Aprile 2020 Andrea Semprini di PiadaStyle (a sinistra) Andrea Semprini di PiadaStyle (a sinistra).

Da un lato il gesto di generosità di un ristoratore locale che si è proposto di cucinare pranzi domenicali per le famiglie bisognose, dall’altro la rete dello Sportello Sociale, a chiudere idealmente il cerchio il sindaco Stefania Sabba e l’assessore ai servizi sociali Eleonora Urbinati che, dopo aver coordinato e messo in essere la bella iniziativa di solidarietà, nella domenica di Pasqua si trasformeranno in driver al fianco della Protezione Civile per portare il pasto e un augurio ai concittadini più in difficoltà.

Tutto è nato dal titolare di PiadaStyle Andrea Semprini, che ci ha contattato per manifestare l’intenzione di preparare qualche primo piatto per il pranzo della domenica da destinare ai verucchiesi in difficoltà. Abbiamo quindi raccolto questa lodevole disponibilità e attivato le assistenti sociali del nostro Sportello, che si occupano di individuare le situazioni critiche da coinvolgere e hanno una mappatura del bisogno: oggi si parte con le prime quattro famiglie, che saranno raggiunte a domicilio dal personale della Protezione Civile con le pietanze cucinate da Semprini. Cui va tutto il nostro plauso e ringraziamento nella speranza che il suo esempio possa fare scuola ed essere seguito da altri” , spiegano le amministratrici.

E, come detto, domenica prossima saranno proprio Stefania Sabba ed Eleonora Urbinati ad affiancare i volontari nella distribuzione. “Accompagneremo il personale della Protezione Civile per portare un saluto che rappresenti tutta l’amministrazione e fare un augurio di Pasqua in segno di vicinanza in un periodo di grande sofferenza. Momento in cui si registra per fortuna anche una bella solidarietà e si rafforza il senso di comunità, tanto che alcuni cittadini ci hanno segnalato situazioni di emergenza figlie del blocco economico da Coronavirus che abbiamo sottoposto all'attenzione della nostra rete sociale. Una sorta di controllo di vicinato, un prendersi cura del prossimo, che auspichiamo entri sempre più nella consuetudine dei verucchiesi”.