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Lavoratori stagionali del settore balneare e agricolo esclusi dal Cura Italia

Lo spiega il consigliere regionale del Pd Nadia Rossi che chiede misure per far ripartire il settore turismo

Attualità Rimini | 13:22 - 05 Aprile 2020 Nadia Rossi Nadia Rossi.

"C'è un popolo di lavoratori stagionali, come gli addetti al commercio, dei parchi tematici e in alcuni anche del settore balneare o agricolo, che ad oggi è escluso dal decreto Cura Italia. A Rimini la 'filiera corta' dell'offerta turistica impegna ogni anno migliaia di dipendenti, che alle condizioni attuali rischiano di rimanere oltre che senza occupazione anche senza alcuna tutela". Il consigliere regionale del Pd Nadia Rossi solleva la necessità di integrare il provvedimento del Governo con il quale si dà una prima risposta alla crisi economica e lavorativa legato all'emergenza Coronavirus, in particolare sul fronte di alcune categorie di lavoratori stagionali, che alle condizioni attuali non rientrano tra quelle coperte dal decreto. Un tema che la consigliera porterà all'attenzione dell'Assemblea legislativa allo scopo di sollecitare l'esecutivo affinché si riveda e si ampli la platea dei beneficiari di queste misure straordinarie di supporto.

"Il settore del turismo in particolare e tutta la filiera collegata ha già subito un duro colpo, costretto ad uno stop forzato e senza previsioni certe di ripartenza – sottolinea Rossi – I dipendenti stagionali, che proprio in questi giorni avrebbero dovuto iniziare le loro attività, in questo momento sono senza reddito, senza una prospettiva di occupazione e con un sussidio di disoccupazione il più delle volte esaurito da tempo. Il Governo – spiega ancora Rossi - all'interno del provvedimento ha considerato i lavoratori stagionali solo in base al codice Ateco e non anche in base alla contrattazione collettiva. Di fatto l'articolo 29 del dl 18/2020 si limita a estendere il bonus ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, demandando al comma 2 le funzioni all'INPS che ha definito però maglie troppo strette ed è quindi doveroso apportare modifiche a tutela di questi lavoratori. In migliaia lavorano nel settore del commercio, ad esempio i commessi stagionali, che sono tagliati fuori. Lo stesso vale per quei lavoratori stagionali che hanno contratti all'interno dei parchi tematici".

La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha annunciato l'apertura del confronto con le parti sociali e le associazioni, sia del comparto turismo sia di quello altrettanto strategico dell'agricoltura, per definire possibili interventi di sostegno sulla base delle eventuali misure nazionali, anche con la disponibilità regionale a intervenire. "Occorre reagire con rapidità per andare incontro a intere famiglie che rischiano di non poter contare su alcun reddito – incalza Rossi – Serve, così come in altri settori, una visione strategica durante l'emergenza ma anche in prospettiva del dopo coronavirus".

La Regione ha già scritto al Governo alcune proposte per far ripartire il settore, dal bonus vacanze, agli aiuti agli stagionali alle proroghe dei pagamenti per le imprese. "È necessario – conclude Rossi - è un confronto con le parti sociali affinché si permetta la ripartenza anche dell'industria turistica e dei suoi lavoratori. Sarà mia premura anche in Assemblea Legislativa trattare il tema, presentando atti a tutela del settore che più è penalizzato nel mio territorio".