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Calcio C, la battaglia dei presidenti: 'No alla ripresa del campionato'. A metà aprile altra riunione

L'Aic rifiuta la ipotesi cassa integrazione dei giocatori e i club chiedono lo svincolo della fideiussione

Sport Rimini | 18:30 - 03 Aprile 2020 Gran parte delle società di serie C non vogliono riprendere la stagione Gran parte delle società di serie C non vogliono riprendere la stagione.

Nell’assemblea di Lega, molto partecipata con numerosi presidenti attivi nella discussione, la stragrande maggioranza dei club – tra cui il Rimini Calcio come annunciato dal presidente Giorgio Grassi alla vigilia - ha espresso forti perplessità sull'ipotesi di continuare a giocare, sia per via della peculiarità che caratterizza la Serie C sia per i motivi legati al momento di emergenza sanitaria. Tra l’altro fiino a Pasquetta non sarà possibile nemmeno riprendere gli allenamenti in gruppo e potrebbe arrivare una estensione fino a metà maggio e i tempi si allungherebbero ben oltre il 30 giugno. I prestiti e alcuni contratti scadono quel giorno e quindi sarebbe necessaria una deroga.
I presidenti hanno convenuto su una proposta da fare ai calciatori attraverso il presidente Ghirelli e sulla richiesta di svincolo straordinario delle fideiussioni per liberare subito liquidità per i club. Infine è stata tracciata con decisione una strada comune sull'esigenza di riforme radicali basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica.
L'Aic, infatti, non ha gradito l'ipotesi di cassa integrazione, così i patron di serie C hanno pensato ad una mensilità in caso di stop immediato dei campionati. Se invece la stagione dovesse riprendere le mensilità salirebbero a due.
Espresse le proprie opinioni i club e la Lega si incontreranno ancora nel giro di due settimane, forse il 17. Un’altra assemblea servirà a fare il punto con ulteriori dettagli e maggiore precisione.