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Giornata mondiale sull'autismo, anche il Comune di Rimini al lavoro per garantire i diritti delle famiglie

Nella giornata della consapevolezza le istituzioni sono chiamate a non dimenticare

Attualità Rimini | 11:52 - 02 Aprile 2020 Il campo Don Pippo in zona Casetti a Rimini è diventata un'area per bambini e ragazzi affetti da autismo Il campo Don Pippo in zona Casetti a Rimini è diventata un'area per bambini e ragazzi affetti da autismo.

Non ci saranno monumenti illuminati, conferenze o incontri pubblici a ricordare come gli altri anni la Giornata mondiale della Consapevolezza dell’autismo, celebrata in tutto il mondo il 2 aprile. Ma pur senza momenti pubblici di condivisione il Comune di Rimini vuole ricordare l’impegno quotidiano delle tante famiglie, delle associazioni e delle istituzioni per garantire diritti e inclusione sociale di chi convive con l’autismo.

Sono stati fatti progressi in questa direzione e Rimini è spesso laboratorio nazionale nei progetti di inclusione: le istituzioni e le associazioni hanno uno storico rapporto di collaborazione che ci ha portato ad avere risultati positivi. L’ambizione è crescere ogni anno con progetti sociali, educativi e lavorativi in cui è necessario l'impegno di tutta la comunità. «I cittadini, compresi quelli con disabilità, possono e devono essere messi nella condizione di offrire il proprio contributo: solo così la nostra società potrà dirsi pienamente costruita sul lavoro, nel rispetto della dignità di ognuno di noi, senza preclusioni».

Queste alcune delle riflessioni della vicesindaca Gloria Lisi, assessora alla protezione sociale: «Ragazzi che erano abituati a frequentare i centri diurni, minorenni abituati a stare a scuola e che se chiusi per troppo tempo in casa possono anche arrivare a compiere atti di autolesionismo. Con le nuove norme di contrasto alla Covid-19 si è complicata e questo spazio diventa ancora più necessario. Stiamo anche lavorando con l’Ausl per valutare l’utilizzo di altri spazi pubblici come cortili di scuole ed asili, da mettere a disposizione, ovviamente una volta terminata l’emergenza sanitaria, di educatori e famiglie per le attività a sostegno dei ragazzi con autismo».

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