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Rimini: niente passeggiate con i propri bambini. Rimangono tutti i divieti

Lo ha ribadito il presidente della Provincia Riziero Santi

Attualità Rimini | 13:04 - 01 Aprile 2020 Riziero Santi in diretta video dalla propria abitazione Riziero Santi in diretta video dalla propria abitazione.

Nessuna possibilità di poter uscire per una passeggiata con i propri figli minori. L'interpretazione della circolare ministeriale del 31 marzo infatti non è applicabile in zone come la Provincia di Rimini dove sono applicate rigorose restrizioni. Lo ha ribadito il presidente della Provincia Riziero Santi, in una nota sulla propria pagina Facebook, rilevando anche una pericolosa "ripresa di movimento immotivata". Scrive Santi: "Le restrizioni ci sono tutte e ci saranno almeno fino a dopo Pasqua. Si deve restare in casa. Altrimenti i sacrifici di queste settimane saranno vani".  In effetti negli ultimi due giorni i contagi hanno registrato un rallentamento, nella Provincia di Rimini, ma questo non deve essere un incentivo a violare il coprifuoco o a prendere sottogamba la situazione attuale. Il trend del calo dei contagiati richiede conferma nei prossimi giorni. Serve dunque ancora molta pazienza.

Infine il presidente Santi, insieme a tutti i sindaci del territorio, ha redatto la seguente nota.

“Noi sindaci della Provincia di Rimini respingiamo il senso e la logica della circolare ministeriale del 31 marzo in cui pare si consentano le passeggiate dei bambini accompagnati dai genitori. E’ una indicazione che non può trovare applicazione in un territorio come il nostro, oggetto a livello provinciale di rigorose prescrizioni in materia di tutela della salute pubblica contro la diffusione del Coronavirus. Su questo punto è necessaria la massima chiarezza visto che le limitazioni ferree a cui ha chiesto volontariamente e responsabilmente di essere sottoposta la provincia di Rimini per salvaguardare i propri ospedali, il personale sanitario, la rete sociosanitaria, adesso non può essere vanificata da circolari confuse, la cui interpretazione errata rischia addirittura di intaccare i risultati ottenuti finora con il sacrificio della comunità intera. Rimini per il contenimento dell’epidemia di Covid-19.  Riteniamo obbligatorio fare chiarezza, perché non possiamo permettere che i sacrifici fatti sinora dalla nostra comunità vengano vanificati da interpretazioni errate, che rischiano di mettere a repentaglio i risultati ottenuti sinora. E’ evidente che il provvedimento ministeriale di ieri non possa essere attuato sul territorio riminese il quale, per ordinanza regionale, limita gli spostamenti in bicicletta o a piedi esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari). Le restanti attività motorie sono subordinate alla ricorrenza di motivi di salute, e devono essere come tali provate.
In estrema sintesi, nella Provincia di Rimini NON trova effetto la Circolare del Ministero dell'Interno del 31 marzo 2020. In questo senso cogliamo anche  la precisazione di stamane del ministro Lamorgese.
Diciamo questo aggiungendo un sincero ‘purtroppo’. Senza voler eccedere in esempi che possono sembrare forzati è chiaro a tutti come l'attività motoria all aperto sia utile per la salute psicofisica  anche dei bambini . Ma così come in caso di guerra non si esce sotto le bombe così in questa “guerra al virus” ogni azione e atto che lo contrasti e lo eviti va sostenuta, anche per la tutela degli stessi bambini .  D’altro canto si tratta di uno sforzo e un sacrificio che non possiamo abbandonare proprio adesso. I dati degli ultimi giorni cominciano a darci qualche  speranza ma non ci dicono assolutamente che bisogna smettere di lottare, con la stessa forza, con la medesima determinazione. Soprattutto in questi giorni in cui si sta decidendo ogni cosa”