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Rimini: quarantena a luci rosse, sesso a tre in strada davanti al comando

Denunciati per atti osceni in luogo pubblico, oltraggio e diffamazione a mezzo stampa

Cronaca Rimini | 18:30 - 30 Marzo 2020 L'auto dell'"alcova" L'auto dell'"alcova".

E’ durata ben poco la trasgressione di tre giovani, un ragazzo e due ragazze) che nei giorni scorsi hanno pubblicato su alcuni siti dei video in cui si riprendevano in performance erotiche in luoghi privati e pubblici non disdegnando anche insulti alle forze di polizia.
Infatti gli Agenti della Polizia Stradale di Rimini sabato 28 marzo, una volta appresa la notizia dagli organi di stampa, hanno attivato una serie di accertamenti che hanno permesso di risalire agli autori, soprattutto perché l’auto era facilmente individuabile.
Già nella stessa sera gli agenti erano risaliti al numero di targa del veicolo utilizzato dai tre giovani per le loro riprese hard. Da li è bastato pochissimo a rintracciare il proprietario dell’auto, 38enne, cesenate e residente a Rimini, che aveva parcheggiato la sua auto sotto casa.
Qui gli agenti della Polizia Stradale hanno identificato l’uomo che si trovava in compagnia delle due ragazze protagoniste dei video hard, una 22enne originaria della provincia di Frosinone, e una 21enne, originaria di Palermo, entrambe regolarmente domiciliate presso di lui.   
Di fronte all’evidenza degli elementi raccolti i tre giovani hanno confessato e collaborato con i poliziotti fornendo il materiale video pubblicato in rete.


LE OFFESE ALLA POLIZIA
In un video si distinguono chiaramente offese alla polizia anche in lingua inglese. I video ad esplicito sfondo sessuale, sono stati registrati oltre che in aree pubbliche anche all’interno della sede autostradale della A14.
Sarà necessaria un’ulteriore analisi tecnica per risalire con certezza alla data e all’ora della creazione del filmato in modo da poter applicare anche le sanzioni previste per le violazioni alle prescrizioni di limitazione della circolazione. 
Nel frattempo i tre giovani sono stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico, oltraggio a Pubblico Ufficiale e diffamazione a  mezzo stampa.