Martedý 02 Giugno07:23:29
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Protocollo d'Intesa tra San Marino e l'Italia per fare fronte comune alla pandemia da Coronavirus

Presentato sul Titano da Beccari e Ciavatta, servirà per mettere in campo tutte le sinergie possibili

Attualità Repubblica San Marino | 13:55 - 27 Marzo 2020 I segretari di Stato di San Marino agli affari esteri Luca Beccari e alla sanità Roberto Ciavatta I segretari di Stato di San Marino agli affari esteri Luca Beccari e alla sanità Roberto Ciavatta.

Giovedì 26 marzo la Repubblica di San Marino ha sottoscritto un Protocollo d’intesa di mutua collaborazione con la Repubblica italiana nella persona nel ministro alla sanità Roberto Speranza per far fronte comune all'emergenza Coronavirus.

L'accordo bilaterale prevede collaborazioni su posti letto ordinari e di terapia intensiva, strutture di accoglienza extra ospedaliere, collaborazione sui dispositivi di protezione individuale, strumentazione ospedaliera, analisi dei tamponi e test sierologici (sarà San Marino a dare conforto all'Italia), farmaci, sperimentazioni, assistenza sul rientro in patria dei cittadini sanmarinesi (la diplomazia sta già seguendo con grandi risultati fin dal primo momento), oltre ai rapporti con gli organismi internazionali in merito ai fondi che sono stati costituiti da diverse organizzazioni, come Oms, Banca centrale europea e Fondo monetario, per andare in soccorso dei Paesi colpiti dalla pandemia.

È stato presentato venerdì alle 13.30 in maniera congiunta dai segretari di Stato alla sanità Roberto Ciavatta e agli affari esteri Luca Beccari, ai quali abbiamo posto due domande, la prima sulla gestione dei pazienti in terapia intensiva, la seconda sugli accordi bilaterali.

La terapia intensiva di San Marino può ospitare fino a 16 pazienti, più 4 posti letto supplementari. Attualmente sono 14 le persone ricoverate nella piccola Repubblica: nell'accordo è previsto il trasferimento di pazienti Covid-19 positivi da/per l'italia?
Ciavatta:
 «Nell'articolo 2 nel protocollo si parla in modo esplicito del reciproco e mutuo aiuto fra le due Repubbliche rispetto alla gestione di posti letto ordinari e straordinari, nei limiti delle rispettive possibilità di accoglienza dei sistemi sanitari. La nostra struttura al momento ha dimostrato di essere in grado di sostenere i numeri attuali dell'epidemia e abbiamo già ricevuto richiesta da parte dell'Italia per quanto riguarda i test sierologici. Siamo inoltre disponibili a fornire altri ausili per quanto possibile».

Quanto preoccupa l'andamento della pandemia nei territori contermini?
Ciavatta: «È difficile parlare di territori limitrofi senza considerarci un'area sovra-amministrativa. Quando sono iniziati gli incontri di unità di crisi presso la prefettura di Rimini con la provincia di Pesaro-Urbino eravamo preoccupati per aver raggiungo i 70 casi, ora siamo oltre i 2 mila. Noi per via della nostra specificità, essendo territorio limitato, controlliamo più facilmente i varchi limitando di molto il contagio - tanto che gli spostamenti si sono ridotti da 20 mila a 8 mila unità giornaliere, ndc - . Se i nostri posti ospedalieri inizieranno a liberarsi sarà l’occasione forse per mettere a frutto la specializzazione data in questa fase e riuscire, in ottica di reciprocità, ad affrontare l'emergenza assieme a Rimini e San Marino».

Beccari: «Completa soddisfazione per la firma di un accordo che ci dà un’arma in più per fronteggiare l’emergenza sanitaria: ringraziamo disponibilità il Ministrero della salute italiano e dei funzionari che si sono adoperati in modo particolare per arrivare alla stipula di questo protocollo. Precisiamo che non si parte da zero perché c'erano già accordi bilaterali di cooperazione con l’Italia e con l’Emilia-Romagna. Questa intesa ci permette di concentrare sforzi comuni per affrontare l’emergenza, su temi che sostanzialmente sono all’ordine del giorno».