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Coronavirus, il premier Conte annuncia multe da 400 a 3000 euro per i trasgressori, via libera al decreto

Smentita la proroga delle misure restrittive fino al 31 luglio, collaborazione tra Stato e Regioni

Attualità Nazionale | 20:44 - 24 Marzo 2020 Il premier Giuseppe Conte Il premier Giuseppe Conte.

In diretta nel pomeriggio, in videoconferenza con la stampa e con i media, il premier Giusepppe Conte ha spiegato il nuovo decreto varato dal Cdm. Lo ha fatto anche per smentire molti fraintendimenti che erano trapelati in mattinata sui media.


LE SANZIONI

Per quanto riguarda le multe sono previste da 400 a 3000 euro per violazioni, ha detto Conte. "Il Dpcm è uno strumento flessibile che ci consente di dosare le misure di contenimento del rischio in funzione della diffusione del contagio" dice il premier Conte. "A livello sanzionatorio - aggiunge - abbiamo introdotto una multa: il pagamento che va da 400 euro a 3000 euro. D'ora in poi ci sarà una sanzione pecuniaria. Sono soddisfatto e orgoglioso della reazione degli italiani nel rispettare le prescrizioni. La stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando alle nuove regole. Ciascuno deve fare la propria parte per affrontare l'emergenza per uscire quanto prima da questa fase", osserva Conte.


STATO E REGIONI DEVONO COLLABORARE

Sul rapporto con le Regioni: "Abbiamo regolamentato anche in modo lineare i rapporti tra gli interventi del governo e le regioni: la competenza sulle misure restrittive deve restare dello Stato, altrimenti si genera molto disorientamento e confusione tra i cittadini. La cornice la riserviamo per noi, ma lasciamo alle regioni la possibilità di adottare misure ulteriori in caso la situazione in talune zone si aggravasse. Avocare dei poteri allo stato centrale rispetto a quelli territoriali, penso ad esempio alla sanità, sarebbe poco funzionale. Loro hanno un patrimonio informativo che noi non abbiamo, loro conoscono meglio il territorio e le strutture e con loro dobbiamo lavorare E questa modalità di procedere sta dando dei risultati. Dobbiamo collaborare. Dal primo giorno abbiamo curato i rapporti con i rappresentanti del governo territoriale in modo continuo e costante, con Speranza e Boccia. Credo che questa sia la modalità migliore, perché riteniamo, in astratto e in concreto, preferibile la strada della collaborazione. La stiamo chiedendo a tutti i cittadini, figuriamoci se non ci riuscissero i rappresentanti delle istituzioni, sarebbe un cattivo esempio".


LE RESTRIZIONI

"Da questa mattina ho assisto ad un'indebita diffusione di una bozza che è già superata: abbiamo apportato ulteriori modifiche, non tenete conto di queste bozze".  Così il premier Conte smentisce la notizia trapelata e diffusa che le restrizioni dureranno fino al 31 luglio. "A fine gennaio abbiamo adottato lo stato di emergenza Nazionale per uno spazio di sei mesi o comunque fino al 31 luglio: questo non significa che le misure restrittive saranno prorogate sicuramente. Quello è lo spazio dell'emergenza e noi siamo pronti per allentare la morsa delle restrizioni e siamo fiduciosi che prima di quella scadenza si possa trovare alle nostre abitudini di vita, anzi ad un migliore stile di vita. Sono sicuro che ciò che stiamo affrontando ci renderà migliori. È l'occasione per fare riflessioni che di solito non possiamo fare".


SCIOPERI E TRATTATIVE CON I SINDACATI

"I sindacati sanno che con loro la porta di palazzo Chigi e' sempre aperta. Io personalmente lavoro con loro, quasi quotidianamente. Da loro ascolto le sensibilità, poi la decisione spetta al governo, non possiamo pensare di introdurre una concertazione, superata negli anni 90". Cosi' Giuseppe Conte, al termine del Cdm. "Decidere di chiudere interi comparti di punto in bianco e' una operazione complicatissima- aggiunge- stiamo facendo degli aggiustamenti, coinvolgendo i sindacati che non sono rimasti soddisfatti di alcune scelte. Mi auguro che non ci siano scioperi di sorta, in questo momento non ce lo possiamo permettere. Confido che questi annunci possano rientrare, questo vale anche per i benzinai", conclude.