Lunedý 06 Luglio01:42:01
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Focheraccia spenta ma sanzionata, santarcangiolese ricorre contro i carabinieri forestali

L'imprenditore si difende appellandosi al divieto di uscire di casa se non per necessità

Attualità Santarcangelo di Romagna | 10:19 - 24 Marzo 2020 La focheraccia di Santarcangelo La focheraccia di Santarcangelo.

Prima prepara la montagnola di materiale infiammabile per partecipare al tradizionale focolare della fugaràza che ogni anno si tiene il 18 marzo, nel giorno di San Giuseppe. Poi vista la cancellazione della celebrazione folcloristica per quest'anno e la quarantena obbligata in casa per combattere il Coronavirus, lascia la catasta lì dov’è, aspettando di poter uscire di nuovo per smaltirla all’ecocentro. Se non fosse che i carabinieri forestali il 20 marzo bussano alla sua porta e contestandogli l'“abbandono e deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo”, staccano una sanzione da 600 euro. Questa l’infrazione amministrativa attribuita a un imprenditore santarcangiolese, reo secondo l’ufficiale e l’agente che hanno effettuato il sopralluogo di aver accatastato sterpaglie e pezzi di mobili di legno in una porzione di un terreno privato e di non averli rimossi come in precedenza richiesto.

Ovviamente è già pronto il ricorso: l’additato si è affidato allo studio Urbinati-Graziosi per appellarsi al prefetto, dal momento che quell’ammasso di rifiuti non pericolosi «era stato concesso a inizio marzo, quindi prima delle restrizioni imposte per arginare la pandemia di Coronavirus», così spiega l’avvocato Enrico Graziosi, «tanto che poi l’assistito non ha assolutamente fatto la focheraccia», che per essere accesa va segnalata e autorizzata preventivamente al Comune. Così quando i carabinieri forestali si sono presentati alla sua casa intimandolo di rimuoverla, l’imprenditore ha obiettato sottolineando che secondo le restrizioni vigenti agli spostamenti e alle attività all’aperto, doveva restare in casa e non poteva recarsi all’ecocentro per espletare questa funzione. Evidentemente l’obiezione non è stata presa in considerazione, visto che poi è scattata la sanzione che l’uomo non ha nessuna intenzione di pagare. La faccenda promette risvolti giudiziari.