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Coronavirus, sindacato denuncia: "Infermieri contagiati, sprovvisti di dispositivi di protezione"

In una nota si spiega che al 16 marzo erano 178 gli operatori sanitari di tutta la regione infettati dal Covid-19

Attualità Rimini | 13:04 - 22 Marzo 2020 Infermiere (foto di repertorio) Infermiere (foto di repertorio).

Il sindacato degli infermieri, NurSind, non ha esitazione nel definire "un gioco al massacro" quello a cui sono stati sottoposti gli infermieri dell'Ausl Romagna. In una nota si spiega che al 16 marzo erano 178 gli operatori sanitari di tutta la regione infettati dal Covid-19 e una buona parte di essi sono appartenenti ai quattro territori dell'Ausl Romagna. 
"Se consideriamo che non tutti gli infermieri sono stati sottoposti a tampone, allora il numero di operatori sanitari positivi al coronavirus va rivisto al rialzo", si legge nella nota. Il sindacato accusa l'Ausl Romagna di non aver dotato il personale di dispositivi di sicurezza adeguati (talvolta assenti del tutto), e spiega di aver inviato alla direzione note e diffide, raccogliendo le segnalazioni di infermieri "a tutte le ore del giorno", ma senza aver avuto risposte.

"Non si può pretendere di far indossare i dispositivi di protezione solo in presenza di casi sospetti o conclamati di coronavirus quando, sin dai tempi dell’epidemia nella sola Cina, si è a conoscenza che possono esserci anche delle positività asintomatiche trasmissibili. Non si può pensare a coordinatori infermieristici che si ingegnano per costruire mascherine che, al massimo, potrebbero essere utili per carnevale. Non si può accettare di sentirsi dire di riutilizzare le mascherine monouso magari sanificando la visiera. Il monouso è tale proprio perché si deve utilizzare una sola volta", si evidenzia nella nota.