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Coronavirus: a Riccione stop agli orti comunali coltivati dai nonni

Centinaia di lettere e telefonate in Comune e agli assessori Una sola raccomandazione per tutti: "Restate a casa"

Attualità Riccione | 13:34 - 19 Marzo 2020 Orti sociali (foto di repertorio) Orti sociali (foto di repertorio).

Un'ulteriore ordinanza in tema di misure per la gestione dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19 è stata emanata questa mattina dall'amministrazione comunale di Riccione. Si tratta di un atto del sindaco, Renata Tosi, che, per contrastare ogni ulteriore forma di assembramento di persone, ordina la sospensione delle attività di gestione degli orti su terreno comunale siti in via Empoli e in via Piemonte e il divieto di accesso ai medesimi da parte di chiunque, inclusi gli assegnatari. Gli orti comunali come è noto sono molto frequentati e usati dalle persone anziane, dai nonni della comunità riccionese, i più a rischio di  complicanze in seguito all'infezione Covid-19 e quelli che maggiormente vanno tutelati. Come noto nella giornata di ieri, Riccione con due diversi atti sindacali ha posto un freno alle uscite di casa senza validi motivi, all'attività sportiva nei parchi pubblici e in spiaggia, alle passeggiate lunghe chilometri e alle uscite senza limite di tempo con i cani. Inoltre dopo aver chiuso le casette dell'acqua e i parchi pubblici, nel comune di Riccione sono stati chiusi i bar ai distributori di benzina e alla stazione ferroviaria. 

Un appello quindi viene rinnovato oggi dal sindaco Tosi e da tutta la Giunta comunale di Riccione che ricorda ai cittadini di non uscire di casa. 

"Non uscire per cose futili. L'infezione è ancora troppo presente sul territorio comunale e saranno prese misure ancora più rigide a causa dei comportamenti irresponsabili. Dobbiamo capire che il nostro modo di combattere il virus è quello di stare a casa e lasciare che i medici, gli operatori sanitari, le forze dell'ordine, la protezione civile facciano il loro lavoro". 

Proprio oggi ad esempio in Comune è arrivata la mail di una giovane mamma che dice: "Si continua a ripetere che la situazione è grave e aumentano i divieti alle uscite. Ma le aziende produttive (parlo di quelle che producono beni non di prima necessità) sono ancora aperte e molti genitori devono continuare ad andare a lavorare. In questo modo si mette a rischio la salute, e forse la vita, dei genitori che vanno al lavoro e di tutto il resto della famiglia che sta chiusa in casa rispettando i divieti. A che cosa serve rispettare i divieti se poi ci sono persone che rischiano di ammalarsi sul posto di lavoro e quindi di portare il virus in casa contagiando gli altri?". 

Alla mail firmata è seguita la risposta del Comune: "Al momento possiamo solo dire che in queste ore si stanno decidendo molte cose importanti la speranza è che le decisioni di oggi diano una risposta al suo quesito estremamente ragionevole e condivisibile In questo momento dobbiamo resistere". 

"Ad oggi sono diverse decine le telefonate arrivate al Comune, ai singoli assessori e a me di cittadini preoccupati per l'attività di famiglia - ha detto il sindaco Tosi -. In maggioranza albergatori, ristoratori, tantissimi imprenditori dello spettacolo, del turismo e del divertimento che per primi dall'inizio di questa crisi stanno pagando il prezzo più alto e per i quali l'amministrazione di Riccione non risparmierà azioni incisive per agevolare la ripresa una volta passata la crisi sanitaria".