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AUDIO Quarantena volontaria all'istituto Maccolini di Rimini per proteggere suore e ospiti anziani

Dopo i casi recenti all'Asp Valloni e in molte altre case residenziali d'Italia, giro di vite preventivo

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Attualità Rimini | 15:50 - 17 Marzo 2020 Una operatrice dorme nella sala allestita per garantire il servizio h24 all'istituto Maccolini Una operatrice dorme nella sala allestita per garantire il servizio h24 all'istituto Maccolini.

La storica casa di riposo Maccolini di via D’Azeglio nel cuore di Rimini si è posta in "quarantena preventiva" volontaria. La struttura attualmente ospita 142 anziani suddivisi in n.6 nuclei di cui uno è totalmente dedicato a 32 religiose anziane della congregazione delle suore di carità di Maria Bambina ed è sicuramente una delle più grandi strutture nella Provincia di Rimini.

Si tratta di un tentativo di ridurre a zero i contatti con l’esterno per evitare o posticipare al massimo l’entrata del virus che sta attanagliando in maniera più severa l’Italia. Ad oggi non ci sono all’interno casi accertati di malati di Covid-19 tra i pazienti e il personale operante. Il responsabile gestionale ha anche avvisato di tale operazione gli organi competenti (Prefettura, Provincia, Comune di Rimini, Ausl) per avviare la procedura.

L’organizzazione della quarantena vede la partecipazione volontaria di 45 operatori tra Oss, infermieri e ausiliarie che saranno affiancati da personale religioso. Per tutta la settimana il personale rimarrà in struttura h24 senza recarsi a casa, durante le ore di riposo, ed evitare così possibili contaminazioni di tragitto. L’organizzazione ha quindi provveduto alla separazione dei reparti e alla predisposizione di letti di emergenza per gli operatori. Il cibo arriverà in struttura in contenitori di materiale a perdere per evitare contaminazioni.

«Una scelta difficile che richiede un grande sforzo organizzativo e professionale», dichiara Suor Rita Benigni, superiora dell’Istituto e gestore pro-tempore «Questo è un tentativo che cerchiamo di mettere in atto per tutelare i nostri ospiti. Il problema per le case di riposo ai tempi del Covid-19 non è solo la possibilità di trasmettere il virus fra gli ospiti – gli anziani sono soggetti deboli che vanno protetti anche da una comune sindrome influenzale che gira nei periodi invernali – ma è soprattutto quella che esso venga trasmesso dall’esterno»

Nei giorni passati sono state sospese alle visite dei parenti, posto dispenser in tutta la struttura di igienizzanti e fornito agli operatori mascherine. «Tante famiglie ci affidano i loro cari e per questo ci sentiamo responsabili della loro incolumità, essi non sono semplicemente ospiti ma persone deboli e fragili che ci stanno a cuore e che meritano fino all’ultimo la nostra massima attenzione in questo difficile momento. Un ringraziamento particolare va a tutti gli operatori che volontariamente hanno accettato questa nostra proposta e deciso di lasciare le proprie famiglie per dedicarsi agli anziani in questo periodo, non è facile trovare operatori di tale impegno e dedizione e mi ritengo fortunata che siano parte della nostra squadra e condividano il nostro spirito di servizio».

La responsabile dei servizi socio-assistenziali Laura Buscarini aggiunge: «ci siamo sentite subito di rispondere a questa chiamata perché abbiamo a cuore i nostri nonni, ogni giorno ci prendiamo cura di loro e ci sembrava giusto intensificare la nostra cura amorevole in questo difficile momento. Non abbiamo paura di restare qui e daremo il massimo in questa difficile situazione. Abbiamo anche organizzato dei momenti di svago che ci permetteranno di passare serenamente anche le ore di riposo tra un turno e l’altro. Il nostro mantra per tutta la settimana sarà #iorestoalMaccolini».

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