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Coronavirus, chiuse tutte le casette dell'acqua a Riccione

Per la particolare tipologia "non garantiscono il rispetto del lavaggio delle mani,ed in particolare le distanze tra le persone e il divieto di assembramento"

Attualità Riccione | 12:33 - 17 Marzo 2020 Sindaco di Riccione Renata Tosi Sindaco di Riccione Renata Tosi.

Il Comune di Riccione chiude le casette dell’acqua su tutto il territorio comunale. Lo ha stabilito un atto del sindaco di Riccione, Renata Tosi. “Considerati l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale ed in modo significativo nell’ambito della provincia di Rimini per cui è necessario porre in essere le misure di contenimento e di gestione epidemiologica - si legge nell’atto che elenca tutte le disposizioni ministeriali avute fino ad oggi e anche in maniera più specifica l’Ordinanza della Regione Emilia Romagna (n. 34 del 10.03.2020) in tema di programmazione del servizio erogato dalle Aziende del trasporto pubblico locale - considerato che tali casette dell’acqua, rappresentando una forma di commercio effettuato per mezzo di distributori automatici, ma per la particolare tipologia di prodotto non possono rispondere con efficacia alle norme comportamentali igienico-sanitarie imposte dal DPCM del 04.03.2020, in quanto non garantiscono il rispetto del lavaggio delle mani, l’uso promiscuo di bottiglie ed in particolare le distanze tra le persone e il divieto di assembramento”.

“Ritenuto di dover adottare ulteriori misure di natura precauzionale tese a prevenire una potenziale trasmissione del virus e ad evitare assembramenti di persone - scrive il sindaco - si ordina in via precauzionale, con effetto immediato e fino a revoca, per prevenire il rischio di diffusione del COVID-19 e tutelare la popolazione, la chiusura di tutte le casette dell'acqua presenti sul territorio comunale”.