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L’odissea di una travel blogger riccionese: bloccata da più di una settimana a Barcellona

Era partita prima del decreto anti Coronavirus, voli bloccati, città deserta in 24 ore

Attualità Riccione | 06:38 - 16 Marzo 2020 Sabrina Campanella, travel blogger Sabrina Campanella, travel blogger.

“Esiliata all'estero. Che destino per una travel blogger in questo pazzo mondo?” Questo è il post con cui Sabrina Campanella, blogger di viaggi di Riccione, annuncia la sua “quarantena” forzata in Spagna sui social del suo blog “My Trolley Blog”
Sabrina è abituata a viaggiare, ma mai si sarebbe immaginata questa incredibile avventura. «Sono partita il 7 marzo dall’aeroporto Marconi di Bologna, stranamente, ma comprensibilmente, poco affollato. I voli per la Spagna erano tuttavia quasi tutti pieni, il mio è stato posticipato, quindi ne ho approfittato per chiedere alcuni pareri ai viaggiatori. Valencia, Siviglia e Barcellona registravano una discreta affluenza, il gate per Berlino, per esempio, era praticamente vuoto nonostante il volo fosse operativo».

MASCHERINA E GUANTI
Sabrina si è imbarcata e in aereo era l’unica con mascherina e guanti. «Atterrata a Barcellona sabato pomeriggio, 5 ore prima del decreto, ero tranquillissima, tuttavia mi sono sentita a disagio, visto che in Spagna l’emergenza Coronavirus non era per nulla percepita, anzi, mi sono sentita a disagio, come se gli altri credessero che fossi contagiata».

LA VITA A BARCELLONA AL TEMPO DEL VIRUS
Sebbene il volo fosse programmato per mercoledì, il rientro è stato posticipato, dato che proprio mercoledì il governo spagnolo ha bloccato i voli da e per la Spagna.
«Fino a mercoledì qui a Barcellona tutto era nella norma, a poco a poco i supermercati hanno iniziato a svuotarsi, dalle scuole sono partiti i primi messaggi per prepararsi alle lezioni online. In 24 ore, tra la giornata di venerdì e sabato, il governo iberico si è adeguato alle stesse norme di quello italiano chiudendo scuole, bar, pubblici esercizi, concedendo l’apertura solo a supermarket e farmacie, oltre a attività di servizi essenziali. Fino a quella comunicazione ufficiale siamo stati a cena fuori, siamo stati allo stadio a porte aperte, abbiamo frequentato locali, senza alcuna restrizione, ho cucinato piatti italiani per i miei amici spagnoli poi, in 24 ore, è avvenuto questo drastico cambiamento, la città è praticamente deserta ».

I CONTATTI CON L’ITALIA PER IL RIENTRO
Sabrina prima di partire, in attesa del volo, perché al momento si trova ancora a Barcellona, ha anche contattato l’aeroporto Marconi di Bologna e la Prefettura di Rimini per capire come comportarsi per il rientro a Riccione. «Per ora il volo è prenotato per il 4 aprile, ma chi vivrà vedrà, dovevo stare qui pochi giorni, ero partita con un bagaglio essenziale, mi è toccato fare shopping, anche quello per lo sport ovviamente».

CORONAVIRUS E SOCIAL
Lontana da casa, Sabrina ha lasciato suo figlio a casa che, sebbene grande, grosso e maggiorenne, non sa cucinare: lei da brava blogger è in contatto con tutti i punti di ristorazione di Riccione che fanno servizio a domicilio: lui ordina, la mamma paga!
Inoltre la cifra di quanto stia influendo il virus sull’economia e in particolare sui viaggi, Sabrina l’ha percepita notevolmente anche sul suo blog, che normalmente è visitatissimo per itinerari e particolari tour, ma che ha registrato un calo di accessi, sintomo di quanto la popolazione abbia deciso di stare a casa, per ora, e speriamo per non molto.


Maria Assunta (Mary) Cianciaruso