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Coronavirus: anche Rimini aderisce all'appello per misure di sostegno al mondo della cultura

Si chiede il reddito di cittadinanza per operatori, con o senza partita Iva, del settore culturale

Attualità Rimini | 12:40 - 14 Marzo 2020 L'assessore alla cultura del Comune di Rimini Giampiero Piscaglia L'assessore alla cultura del Comune di Rimini Giampiero Piscaglia.

 Anche Rimini aderisce all’appello al Governo promosso dagli Assessorati alla cultura delle grandi città italiane per chiedere misure di sostegno immediate a favore del mondo della cultura e dello spettacolo, fortemente in crisi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

«La sospensione delle attività culturali insieme alla chiusura delle scuole è stata la prima misura introdotta dal governo per prevenire il contagio nelle Regioni dove il virus si è sviluppato in origine, compresa l’Emilia Romagnacommenta l’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Giampiero PiscagliaUno stop prolungato che rappresenta un sacrificio doloroso, ma sappiamo tutti necessario. Le conseguenze si fanno già sentire ed è indispensabile procedere con provvedimenti immediati a difesa dell’intero sistema della cultura e dello spettacolo che rappresenta una risorsa e un orgoglio del nostro Paese e del nostro territorio».

Arginare la diffusione di Covid-19 richiede sacrifici a tutti. E tutti dobbiamo rigorosamente seguire le regole e ridurre al minimo i contatti: SI, #iorestoacasa. – si legge nell’appello firmato dagli assessori alla Cultura di Roma, Palermo, Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Venezia, Bari e Firenze - Ora sono indispensabili e non rinviabili misure che ne assorbano gli impatti.  La produzione e i servizi legati allo spettacolo dal vivo, alle arti visive, al cinema, all’editoria, ai musei, alle biblioteche e agli archivi, all’offerta di esperienze culturali in generale, si regge largamente su lavoratori con poche garanzie e che, in un momento come quello che stiamo vivendo, rischiano tutto”.

L'intero mondo della cultura – scrivono ancora gli assessori - poggia anche sulle loro spalle e senza interventi rapidi di sostegno non sarà in grado di riprendersi dalla crisi, con conseguenze gravissime che ricadono sul paese intero”.

Nel documento, si chiede a Governo e Regioni:

dichiarare lo stato di crisi per l'intero settore culturale pubblico e privato;

estendere tutti gli strumenti disponibili di tutela dell’occupazione previsti nello stato di crisi a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro;

estendere, anche temporaneamente per i prossimi mesi, l’accesso al reddito di cittadinanza ad operatori – con o senza partita IVA - del settore culturale;

introdurre strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strutturale;

intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine ed estensione dei termini di scadenza per una durata pari a quella della sospensione;

ampliare la platea di beneficiari del FUS e considerare il periodo di interruzione dell’attività dovuta alle disposizioni dello Stato con criteri che non generino una riduzione dei contributi assegnati, nonché destinare risorse straordinarie per compensare la caduta delle entrate proprie di enti, istituzioni e organizzazioni;

emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali.