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Polizia insultata su Facebook per il coprifuoco, le scuse del riminese: "Colpa della paura e dello stress"

"Colgo anzi l'occasione per ringraziare tutto ciò che le varie forze pubbliche stanno facendo per noi", scrive in una nota

Attualità Rimini | 12:26 - 14 Marzo 2020 Il riminese chiede scusa per gli insulti via Facebook alla Polizia Il riminese chiede scusa per gli insulti via Facebook alla Polizia.

Ha scritto a tutte le redazioni il riminese 40enne che è indagato per diffamazione a mezzo stampa, a causa di una frase postata su Facebook, nella quale apostrofava con un insulto la Polizia per il coprifuoco fatto rispettare alla cittadinanza, in questi giorni di emergenza per i contagi da coronavirus. Il riminese ha chiesto scusa per il suo gesto, giustificandosi per "la paura, la tensione e lo stress" in questi giorni febbrili. "Non era assolutamente mia intenzione recare offesa a nessuno e men che meno a qualche specifica istituzione. Colgo anzi l'occasione per ringraziare tutto ciò che le varie forze pubbliche stanno facendo per noi e con le quali ho avuto anche l'onore di collaborare più volte". 


Il messaggio del riminese


In relazione alla notizia apparsa sulla Vostra testata e sul vostro profilo Facebook, "Contrario al coprifuoco per il coronavirus,insulta la Polizia su Facebook. Riminese denunciato", alle ore 16.02 della giornata di ieri, intendo immediatamente esprimere il mio più profondo e sincero rammarico per quanto da me scritto. La fortissima tensione, la paura e lo stress che sto vivendo in questi giorni, a causa di questa terribile pandemia che ci sta colpendo, sono gli unici motivi che stanno alla base del commento che ho postato su Facebook. Non era assolutamente mia intenzione recare offesa a nessuno e men che meno a qualche specifica istituzione. Colgo anzi l'occasione per ringraziare tutto ciò che le varie forze pubbliche stanno facendo per noi e con le quali ho avuto anche l'onore di collaborare più volte. Chiedo sinceramente scusa a chiunque si sia sentito offeso dalle mie esternazioni.