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Anci, ricette anticrisi: liquidità per le famiglie, credito per le imprese e slittamento bilanci per gli enti

Ecco le proposte di Anci Emilia-Romagna per contrastare l'emergenza economica da Coronavirus

Attualità Rimini | 14:58 - 12 Marzo 2020 Anci, ricette anticrisi: liquidità per le famiglie, credito per le imprese e slittamento bilanci per gli enti

Slittamento nella presentazione dei bilanci, più liquidità per le famiglie, accesso al credito facilitato per le imprese: sono solo alcune delle ricette anti-crisi che l'Anci Emilia-Romagna ha presentato alla Regione e all'associazione nazionale per affrontare l'emergenza Coronavirus, con inevitabili e pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e sugli equilibri finanziari degli enti locali.


Famiglie


Liquidità per le famiglie attraverso misure come la sospensione dei versamenti fiscali, con l'applicazione di sconti una volta che i versamenti riprenderanno, anche tramite il sistema bancario, con moratoria sui pagamenti delle rate dei mutui per la prima casa e dei leasing.

A seguito della sospensione del servizio scolastico, è inoltre necessario garantire un sostegno ai genitori lavoratori con l'estensione del congedo parentale o con l'assegnazione di voucher da 600 euro.

Inoltre opportuno valutare un contenimento delle tariffe per i servizi a carico dei cittadini e delle famiglie, con la rinegoziazione con il gestore dei costi da rimborsare e degli investimenti a carico della tariffa. Infine, è necessario destinare risorse per il terzo settore per compensare l'inutilizzo o l'impossibilità di sostenere i costi dei servizi a domanda da parte delle associazioni culturali e sportive.
 

Imprese e lavoro dipendente e autonomo

Primo passo è quello di agevolare l'accesso al credito attraverso il gruppo Cassa deposito e prestiti. Chiediamo anche deroghe per i Comuni all'utilizzo degli avanzi e delle entrate vincolate, per sostenere la necessità di capitale circolante proprio e per contributi alle imprese. Per i lavoratori dipendenti, si chiede la cassa integrazione in deroga per l'intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, per tutte le aziende da 5 a 50 dipendenti. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, che non hanno accesso agli ammortizzatori sociali quali ad esempio la CIG in deroga, si chiede l'allargamento del sussidio di disoccupazione. Per i lavoratori stagionali e le partite Iva, si chiedono aiuti aggiuntivi calibrati sui settori più colpiti (turismo, terme, ristorazione, ecc.) che potranno arrivare fino a iniezioni dirette di liquidità.

A questo si aggiungono una serie di interventi immediati a favore delle attività commerciali e dei pubblici esercizi, come la cassa integrazione immediata per i dipendenti, la sospensione delle tasse e dei contributi, il congelamento delle spese bancarie. Occorre inoltre una maggiore elasticità nella concessione di affidamenti bancari anche dove non sussistono a pieno le condizioni. Da valutare anche la sospensione del pagamento delle utenze in prossima scadenza con rateizzazione a partire da ottobre, la ricapitalizzazione degli affitti e lo spostamento della rata della Cosap del 31 marzo al 15 maggio.
 

Turismo

Il turismo è il settore che già adesso sta scontando pesantemente l'emergenza in corso. Su questo fronte la proposta è quella già fatta e sostenuta anche da Anci nazionale: rimborso ai comuni a carico dello Stato per la sospensione dell'imposta di soggiorno fino al 31 dicembre 2020 al fine di mantenere investimenti sul turismo. Ovviamente non basta: tra le misure, si chiede alla Regione di ricostituire, in convenzione con Cassa Depositi e Prestiti Spa, il Fondo di controgaranzia Eu.Re.Ca. per nuovi investimenti operati dalle imprese del settore del turismo. La richiesta è che tale fondo operi sia per spese in conto capitale (fondo perduto e controgaranzia) che per le esigenze di liquidità.
 

Enti locali

Per dare ossigeno immediato agli enti locali, l'Anci regionale chiede misure compensative per la minore entrata dovuta all'abbattimento delle tariffe per i servizi educativi che i Comuni hanno immediatamente applicato con la sospensione del servizio. Altro tema è quello della Tari, sulla quale è allo studio un'ipotesi di proroga delle scadenze 2020. Si chiede il rinvio al 2021 dell'introduzione del nuovo metodo tariffario "MTR" previsto da Arera, e l'inserimento di alcuni provvedimenti, tra cui la possibilità per i comuni entro il 30 aprile di approvare le tariffe per il 2020 uguali a quelle del 2019 ed il rimborso, a carico dello Stato, degli oneri finanziari causati dall'eventuale spostamento delle scadenze.

Si tratta di un pacchetto di proposte subito applicabili, che abbracciano i diversi settori, che certo non possono essere risolutivi se non inseriti in un quadro organico nazionale, ma che potrebbero dare respiro quando questo periodo di grande sacrificio per tutti sarà alle spalle e sarà il tempo di ricominciare a correre".