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Nuovi Decreti anti Coronavirus, la denuncia: "Dimenticati migranti e senza fissa dimora"

Rumori Sinistri e Casa don Gallo temono "l'ulteriore marginalizzazione di queste categorie sociali"

Attualità Rimini | 18:42 - 10 Marzo 2020 Le misure peri contenimento dell'epidemia da Coronavirus affisse sulle pareti di Casa don Gallo Le misure peri contenimento dell'epidemia da Coronavirus affisse sulle pareti di Casa don Gallo.

Persone senza fissa dimora e migranti dimenticati dai decreti anti Coronavirus. È la denuncia che gli operatori e le operatrici di Casa don Gallo a Rimini e i volontari dell'associazione "Rumori sinistri" fanno a penne unite per rivendicare una «lotta al virus pensando anche ai diritti e alle tutele di tutte le vulnerabilità in campo». 

Le due realtà scrivono «Da quando sono stati attivati i primi quattro Dpcm e le conseguenti ordinanze «non è mai stato stilato un protocollo di intervento a livello ministeriale per persone senza fissa dimora, 55 mila persone cui vanno sommate le migliaia di migranti fuoriusciti dai Cas e dagli Sprar per effetto dei Decreti sicurezza. Ci preoccupa che questa situazione possa lasciare ancora più ai margini le persone prive di diritti e senza casa, persone di fatto più esposte alle malattie a causa delle condizioni di deprivazione materiale che vivono quotidianamente che sono l’effetto di un sistema diseguale che va cambiato».

Si ricorda che «i primi effetti della diffusione del Covid-19 sono già da più di due settimane la chiusura dei dormitori, dei servizi docce, della distribuzione del vestiario, chiuse anche le mense che distribuiscono all'esterno solo cestini e le persone senza casa sono esposte così h24 alle intemperie».

Martedì mattina c'è stato un incontro in Comune dove le due realtà, assieme a Caritas, Giovanni XXIII, Croce Rossa e amministrazione è stato il punto proprio di questa situazione esplosiva. «Abbiamo proposto di attivare una cabina di regia di gestione sociale dell'emergenza sanitaria per chi è senza casa, capace di dare risposte efficaci e rapide a questa situazione che si protrae già da tempo senza linee guida comuni». È stato inoltre chiesto di «potenziare i finanziamenti e la rete dei progetti dedicati, perchè come per il Servizio sanitario e i fondi all'assistenza per le disabilità anche i progetti sociali e le politiche abitative hanno subìto ingenti tagli a favore della rendita e speculazione edilizia o ad interventi spot e di stampo assistenziale.

A Casa don Gallo sono state debitamente informati tutti gli ospiti, anche in lingua, e già dall'8 marzo la presenza degli operatori e degli attivisti è limitata alle necessità inderogabili; sportelli d'ascolto del progetto Help/Oltre la strada sono temporaneamente sospesi.

Sono 39 gli abitanti attualmente assistiti fra cui un dializzato, molte persone con cardiopatie, diverse malattie croniche e persone con distrurbi etnopsichiatrici ma anche perchè crediamo che nessuno debba rimanere solo o sola in questo momento. Lo spazio diurno è accessibile solo agli abitanti e a tre persone fra cui due donne in particolare condizione di vulnerabilità.