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Sciacalli rubano mascherine e disinfettanti dall'ospedale di Parma e li rivendono a prezzi elevatissimi

Due persone sono state denunciate a seguito dell'intervento della Guardia di Finanza

Cronaca Emilia Romagna | 12:55 - 10 Marzo 2020 Mascherine (foto di repertorio) Mascherine (foto di repertorio).

Una mascherina al prezzo di 70 euro, ma anche disinfettanti e guanti in lattice a prezzi esorbitanti, venduti su un bancone allestito nei pressi di un'attività commerciale. E' quanto scoperto della guardia di Finanza a Parma: nei guai sono finiti un 40enne di Parma, dipendente dell'azienda sanitaria, e un 58enne di Torrile (Parma), indagati per peculato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutta la merce venduta era stata rubata nei magazzini dell'ospedale Maggiore di Parma. Nell'abitazione del 58enne sono state trovate centinaia di pezzi rubati nel magazzino.


La nota del presidente Stefano Bonaccini


«E’ una vergogna. Che delle persone, a maggior ragione i dipendenti pubblici di un’azienda sanitaria, sfruttino l’emergenza che stiamo vivendo per fini di lucro a proprio vantaggio è davvero inaccettabile. Un fatto, se verificato, che da solo qualifica chi lo ha compiuto. Persone, nel caso, che dovranno essere tutte chiamate a scontare fino in fondo la pena».

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di fronte alla notizia delle tre persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Parma per la vendita abusiva di mascherine, guanti e gel igienizzanti sottratti illecitamente all’azienda sanitaria del capoluogo ducale.

«Nel momento in cui nel nostro sistema sanitario tutti stanno facendo un lavoro straordinario per assistere e curare chi ha bisogno, in giorni durissimi a causa della diffusione del coronavirus, qualcuno crede di poter approfittarne in maniera indegna. Ringrazio gli inquirenti per aver scoperto quanto successo: da parte nostra e delle strutture sanitarie hanno il massimo della collaborazione affinché si arrivi velocemente all’accertamento pieno dei fatti. Quanto ai due dipendenti della Ausl di Parma- chiude Bonaccini-, chiedo ai vertici dell’Azienda la massima rigorosità nell’applicare ogni procedimento disciplinare o procedura che li riguardi, senza guardare in faccia a nessuno. Se colpevoli, non sono certo degni di far parte della sanità dell’Emilia-Romagna».