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Coronavirus, il premier Conte ufficializza il decreto: Rimini tra le14 zone rosse

Fino al 3 aprile saranno limitati i movimenti, salva la possibilità di rientrare a casa propria, e i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18

Attualità Rimini | 09:41 - 08 Marzo 2020 Coronavirus ok a decreto 8 marzo Coronavirus ok a decreto 8 marzo.

Nella notte il presidente del Consiglio Conte ha tenuto una conferenza stampa, indispensabile dopo una lunga giornata piena di dubbi generati dalla diffusione di una bozza del decreto del governo. Da oggi, 8 marzo, è disposto il vincolo di evitare ogni spostamento nell'intera Lombardia e in quattordici province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche. Giuseppe Conte firma un decreto del presidente del Consiglio che limita le possibilità di movimento nelle zone più colpite dal contagio Coronavirus. Non è un divieto assoluto, non si ferma tutto, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute.

Non è un “divieto assoluto”, spiega, “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive.


ECCO LE ZONE ROSSE

Nel dettaglio, le province diventate "zona rossa" sono le seguenti: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola e Alessandria. Tutte le nuove disposizioni sono valide da oggi 8 marzo fino al 3 aprile.




LE DISPOSIZIONI

Mobilità ridotta: "Le forze di polizia saranno legittimate a chiedere conto" ai cittadini che si muovono sui territori interessati dalle nuove norme per il contenimento del coronavirus.

Bar e ristoranti aperti fino alle 18. In tutte le 14 province interessate dal nuovo decreto bar e ristoranti potranno stare aperti dalle 6 alle 18 purché garantiscano almeno un metro di distanza tra i clienti. In caso di violazione prevista la sospensione dell'attività in caso di violazione.  "Ci rendiamo conto che è molto severa ma non possiamo più consentire contagi", ha spiegato il premier.

Luoghi di culto.  “L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri”.

Centri commerciali chiusi sabato e domenica. "Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari”.
 
Stop eventi cinema-teatro in tutta Italia. Sono sospese manifestazioni, eventi, spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, in qualsiasi luogo, pubblico o privato. Stop anche ai musei. 

In province interessate si può rientrare a casa. "Vincolo di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, anche all'interno dei territori. Ci si muoverà solo per comprovate ragioni lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute. E' consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza per chi ne avesse necessità", ha spiegato ancora il premier.
 
Nuove apparecchiature mediche. "E'  stato sottoscritto un contratto per dare il via a una linea produttiva tutta italiana per apparecchiature di terapia intensiva e sub intensiva: avremo 500 nuove apparecchiature al mese e ci stiamo predisponendo per incrementarle. Stiamo incrementando anche le linee produttive della filiera Italia", ha annunciato il premier.
 
Chi ha febbre oltre 37,5 resti a casa. "D'ora in poi chi avrà febbre da più di 37,5 gradi centigradi e infezioni respiratorie è fortemente raccomandato di restar presso proprio domicilio, a prescindere che siano positivi o no. Contattino il medico curante".
 
Vo' e il Lodigiano non più confinate. "Con il nuovo decreto non ci sono più le zone rosse, i focolai stabiliti all'inizio. Non c'è più motivo - ha sottolineato Conte - di tenere le persone di Vo' e del Lodigiano in una zona rossa confinate. Sono state create zone più ampie".