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Aumento casi contagi nel riminese, Ausl Romagna: "E' risultato di alto numero di tamponi"

L’Azienda sta attivando misure per diminuire i contatti tra i pazienti che si recano presso le strutture aziendali per visite specialistiche

Attualità Rimini | 17:15 - 06 Marzo 2020 Stefano Busetti, direttore sanitario dell'Asl Romagna Stefano Busetti, direttore sanitario dell'Asl Romagna.

Nota dell'Ausl Romagna sullo sviluppo dei contagi di Coronavirus nella  Provincia di Rimini.

Rispetto all’evoluzione della malattia, soprattutto in relazione al territorio provinciale di Rimini, va ben chiarito che il trend di crescita nelle positività che si sta riscontrando soprattutto negli ultimi giorni è frutto dell’effettuazione di un alto numero di tamponi, sia in persone per le quali a seguito dell’indagine epidemiologica si sia riscontrato un contatto stretto con un paziente positivo e contestualmente siano insorti sintomi, sia in pazienti con sintomi gravi per i quali si è reso necessario il ricovero in ospedale. Questo approccio, come già spiegato, è finalizzato alla massima tutela e prevenzione per la cittadinanza e al contenimento, per quanto possibile, della patologia. Infatti l’individuazione dei casi, e la successiva indagine epidemiologica con l’attivazione della quarantena domiciliare volontaria per i contatti stretti, è l’unica misura utile per il contenimento del contagio. Per questo è molto importante che le persone sottoposte a questa misura rispettino le prescrizioni che vengono comuniate al momento dell’attivazione.

E’ stretto, specialmente per quanto riguarda le indagini epidemiologiche e sempre al fine del contenimento del coronavirus, il contatto anche con le autorità sanitarie marchigiane e della Repubblica di San Marino.

Si rinnovano naturalmente le raccomandazioni a non frequentare, se non indispensabile, luoghi affollati e ad evitare assembramenti di persone, così come ad evitare contatti con persone che presentano sintomi influenzali, a lavarsi spesso e con cura le mani con sapone, a non toccarsi occhi, naso e bocca.

L’Azienda sta a sua volta attivando misure per diminuire i contatti tra i pazienti che si recano presso le strutture aziendali per visite specialistiche o altri adempimenti, attraverso il rinvio programmato delle prestazioni non urgenti e laddove possibile accessi contingentati alle sale d’aspetto e agli ambulatori.

Sul fronte ospedaliero, come peraltro già a suo tempo annunciato si stanno attivando negli ospedali di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, misure funzionali al ricovero, qualora si rendesse necessario, di pazienti in isolamento e nelle terapie intensive.

La Direzione aziendale, infine, ringrazia professionisti e operatori per l’abnegazione che nella stragrande maggioranza dei casi, stanno dimostrando in questa difficile circostanza.