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Coronavirus: tre imprese su quattro a Rimini accusano già ricadute negative

E' quanto emerge dalle rilevazioni di Cna che chiede subito ammortizzatori sociali in deroga per le aziende

Attualità Rimini | 14:51 - 06 Marzo 2020 Mirco Galeazzi Presidente di CNA Rimini Mirco Galeazzi Presidente di CNA Rimini.

Per il 90% il virus porterà risultati economici negativi: Il 27,2% delle aziende prevede una riduzione dei ricavi superiore al 15%. Nella provincia di Rimini tre imprese su quattro accusano ricadute negative dall’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Il 90,4% prevede un peggioramento dei risultati economici per il 2020. Il 73,5% ritiene possibile il ricorso ad ammortizzatori sociali. Turismo, Moda, Servizi alla Persona, Servizi alle imprese, Trasporto Persone e Agroalimentare i settori più esposti in merito ai risultati economici del 2020.

Sono i principali risultati della rilevazioni effettuate dalla Cna Rimini su un campione di 136 imprese associate dei vari settori: Trasporto Persone, Turismo, Traporto Merci, Servizi alla Persona, Moda, Produzione, Agroalimentare, Autoriparatori, Servizi alle Imprese e Costruzioni. Dati riminesi confermati anche in chiave nazionale dove su 6327 risposte l'85%prevede un peggioramento dei risultati economici per il 2020 ed il 68% ritiene molto probabile il ricorso ad ammortizzatori sociali.

A Rimini in media il 75% delle imprese interpellate sta registrando effetti diretti sulla propria attività, in primo luogo come conseguenza della flessione della domanda ma anche per difficoltà nei rapporti con i fornitori e problemi logistici. Le maggiori criticità riguardano: Trasporto Persone, Moda, Turismo e Servizi alle Imprese con percentuali tutte sopra il 92%.

Il 90,4% ritiene che la vicenda coronavirus influenzerà in negativo i risultati economici della propria impresa. Nello specifico il 100% delle aziende dei comparti Trasporto Persone, Moda, Agroalimentare e Servizi alle Imprese.
Il 27,2% delle aziende prevede un calo dei ricavi superiore al 15% nel 2020 mentre il 19,1% ritiene che il danno sarà tra il 5% e 15%. Il 39,7% fatica ancora a valutare la ricaduta economica. Tra i piu' pessimisti il Settore Moda che prevede nell'80% un calo superiore al 15% dei ricavi,scenario negativo previsto anche da una su due delle aziende dei Servizi alle Imprese.

Positiva e responsabile la reazione di dipendenti e collaboratori, infatti solo il 14,7% delle aziende nel riminese registra un aumento delle assenze.
Le imprese mostrano di reagire con adeguata tempestività al nuovo contesto. Quelle dei settori più esposti e che stanno subendo l’impatto maggiore hanno già messo in campo le prime contromisure attraverso contatti con clienti e fornitori o individuando soluzioni adeguate per la gestione del personale: il 60% nel Trasporto Persone , il 55,6% delle imprese turistiche, il 44% per i Servizi alla Persona. In media il 37,5% ha già definito e/o avviato azioni per fronteggiare la situazione.
Se la fase di emergenza dovesse prolungarsi, il 73,5% delle imprese intervistate ritiene probabile il ricorso ad ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti. A livello nazionale la percentuale scende al 67,9%.

«Sono numeri implacabili che fotografano già ora 'emergenza della nostra economia -dichiara Mirco Galeazzi Presidente di CNA Rimini - Serve definire rapidamente un piano d’azione straordinario che garantisca prima possibile liquidità alle aziende e ammortizzatori sociali in deroga. In questa fase molto delicata è comunque necessario tenere come riferimento primario l’emergenza sanitaria, favorire una informazione corretta e trasmettere fiducia perché il nostro è un territorio che vive di turismo. 
Va assolutamente garantita la circolazione delle merci e degli automezzi per assicurare continuità nei rifornimenti e approvvigionamenti alle imprese, contrastare blocchi alle frontiere e nell’import-export, preservare l’immagine dell’Italia e del nostro territorio come realtà attenta alla sicurezza dei cittadini e alla salubrità dei propri prodotti. Poi è chiaro, ognuno di noi è chiamato ad un atto di responsabilità quotidiano».