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Coronavirus: Rimini, servizi sociali monitorano 170 anziani soli e non autosufficienti

Il Nucleo Fragilità ha contattato anche 400 anziani che sono invece autosufficienti

Attualità Rimini | 12:48 - 06 Marzo 2020 Welfare Rimini: disposto il monitoraggio per 170 anziani soli Welfare Rimini: disposto il monitoraggio per 170 anziani soli.

Monitorare le condizioni di salute degli anziani, di accertarsi che dispongano dei beni e dei servizi necessari e dare raccomandazioni sulle cautele da tenere per prevenire il contagio da Coronavirus che, come noto, riguardano principalmente il lavaggio frequente delle mani, l'evitare di uscire dalla propria abitazione, e riferirsi al medico di medicina generale in caso di comparsa di sintomi influenzali. A questo scopo è stato disposto dall'amministrazione comunale di Rimini il monitoraggio degli anziani che vivono soli e non sono completamente autosufficienti – 170 - da parte degli assistenti sociali.

Inoltre il Nucleo Fragilità sta contattando un gruppo di circa 400 anziani che vivono a domicilio e - pur essendo autosufficienti - si trovano in condizioni di relativo isolamento sociale e fragilità. Anche per questi anziani viene monitorato lo stato di salute e vengono fornite le raccomandazioni ministeriali; in particolare:
 
evitare di uscire dalla propria abitazione fuori dai casi di stretta necessita'
lavarsi spesso le mani
non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
evitare abbracci e strette di mano
evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro.
 
«Cambiano le modalità spiega Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini ma non il contenuto dei servizi di welfare, che in questi giorni si stanno rimodulando per gestire al meglio i contatti con gli anziani. In un mutato quadro organizzativo, dove i colloqui sono stati ridotti a quelli strettamente necessari, è il telefono che garantisce la relazione umana. Al momento nessun servizio è interrotto, come il pacco viveri della Caritas o le visite domiciliari. Il concetto è quello di monitorare i casi più critici garantendo le necessarie misure di sicurezza sia per gli anziani che per gli operatori sociali».