Luned́ 06 Aprile07:40:34
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Coronavirus: a Milano con febbre alta ma nessuno la visita, l'odissea di una ragazza riminese

A casa con lei vive anche la nonna che avrebbe potuto risentire gravemente di un eventuale contagio

Cronaca Rimini | 07:07 - 08 Marzo 2020 Sintomi di una forte influenza, foto di repertorio Sintomi di una forte influenza, foto di repertorio.

Federica vive in un paesino dell’alta Valmarecchia ma viaggia spesso per lavoro. A metà febbraio è andata a Milano e si è trovata in città proprio nei giorni in cui è esplosa l’emergenza. Dopo una notte trascorsa al pronto soccorso di un ospedale milanese per un problema ai reni, Federica ha cominciato ad avere febbre alta e tutti i sintomi di una forte influenza. Pur sapendo che il corona virus ha un paio di settimane di incubazione, quindi non poteva accusarne i sintomi solo 24 ore dopo un eventuale contagio, la ragazza ha seguito le indicazioni ormai ben note a tutti e ha chiamato il 112 spiegando la situazione. Le è stato risposto che sarebbe stata richiamata ma il giorno dopo Federica non aveva ancora avuto notizie e ha provato a ritelefonare. Anche questa volta senza riuscire ad avere indicazioni sul comportamento da tenere e sull’eventualità di fare un tampone. Ha dunque provato a chiamare il 1500 senza riuscire ad avere alcuna risposta. Ha anche tentato nell’ospedale dove era stata al pronto soccorso e in altri ospedali milanesi ma nessuno le ha detto di fare un tampone ed è stata rimbalzata da un centralino all’altro senza sapere cosa fare e come agire. Dunque, con senso di responsabilità, senza sapere se avesse effettivamente contratto il corona virus o se la sua fosse una normale influenza, ha deciso di mettersi in autoquarantena, aspettando che le passasse la febbre e ogni sintomo influenzale. A casa con lei vive anche la nonna che essendo anziana avrebbe potuto risentire gravemente di un eventuale contagio. E ciò è stata una motivazione in più per non rientrare prima di essere guarita. E’ dunque tornata a casa con un paio di settimane di ritardo, molto delusa da come è stata gestita la sua situazione, dal momento che pur avendo febbre alta ed essendo un caso sospetto nessuno le ha fatto fare un tampone o ha preso misure precauzionali. Ma Federica si è comunque comportata con molto senso di responsabilità, nel dubbio ha evitato di viaggiare e di muoversi per non correre il rischio di contagiare altre persone. Ed è l’unico modo per riuscire ad arginare questa epidemia: comportarsi con responsabilità ed evitare gli spostamenti e i contatti il più possibile soprattutto in casi sospetti come è successo a Federica.