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Polemica per l'audio della sindaca di Riccione sul Coronavirus: "Era solo un consiglio di famiglia"

Renata Tosi si difende dalle accuse: "Mia sorella è immunodepressa e mio nipote è cardiopatico"

Attualità Riccione | 15:28 - 03 Marzo 2020 Diffuso un messaggio vocale personale del sindaco di Riccione, Renata Tosi Diffuso un messaggio vocale personale del sindaco di Riccione, Renata Tosi.

Aveva mandato un messaggio vocale alla famiglia per spiegare il nuovo decreto ministeriale sul Coronavirus nel quale illustrava le misure di sicurezza adottate in base a dei criteri stringenti, come la chiusura di un’altra settimana di scuole, cinema e teatri,  o come comportarsi in luoghi chiusi, quindi di mantenere la distanza di sicurezza, come indicato dal ministero, di almeno un metro tra le persone e via discorrendo. Al termine dell'audio però, la sindaca Renata Tosi ha dato un preciso consiglio alla sorella e al nipote, lei immunodepressa e lui cardiopatico: «Avrei fatto a meno di dirlo pubblicamente per non dover urtare la loro sensibilità», purtoppo per lei però l'audio ha fatto il giro delle chat e «in quanto sindaco evidentemente devo giustificarmi anche se sono amorevole con la mia famiglia, la quale rientra fra quelle categorie a rischio, come da tempo si sente ripetere dagli specialisti. Mio nipote è anche padre di una bimba piccola e a lui e alla sua famiglia ho consigliato di andare a fare la spesa quando c’è meno gente, di fare colazione a casa per un po’ di giorni in attesa che il picco passi, e se possibile di evitare di andare al ristorante. Consigli di una madre, di una zia che conosce bene la situazione di salute dei propri cari».

Nella fuga di notizie, la raccomandazione familiare è stata fatta passare come un'indicazione politica a evitare bar e ristoranti: «Non c’è nulla di più sgradevole e pretestuoso, tanto che a Riccione abbiamo subito creduto ad un'informazione capillare nei locali dove abbiamo distribuito volantini schematizzati che spiegano le decisioni del ministero. Al contrario direi che si vuole vedere il male dove non c’è». La circostanza è stata spiegata anche ai commercianti e alle associazioni di categoria, che hanno temuto - e sventato - l'effetto boicottaggio.