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La sicurezza in volo si fa da terra: ce lo spiega Pier Luca Larghetti, direttore Enav di Novafeltria

Dagli studi superiori a Forlì al coordinamento della torre di controllo dell'aeroporto Marconi di Bologna

Attualità Rimini | 07:08 - 02 Marzo 2020 Il direttore del centro aeroportuale di Enav a Bologna Pier Luca Larghetti, originario di Novafeltria Il direttore del centro aeroportuale di Enav a Bologna Pier Luca Larghetti, originario di Novafeltria.

La sicurezza nei cieli si fa soprattutto da terra, a dispetto di quel che si può pensare. E l’angelo custode dei voli che decollano e atterranno all’aeroporto Marconi di Bologna si chiama Pier Luca Larghetti, 54 anni ed originario, ebbene sì, di Novafeltria. Lui che dice di vivere con la valigia in mano «da quando ho 14 anni» facendo il pendolare per scuola, famiglia e lavoro, per cominciare ha frequentato le superiori all’istituto tecnico aeronautico statale di Forlì-ITAER, «scelto un po’ per caso fra le proposte dell’epoca perché rispetto al liceo era una scuola nuova, di recente costruzione e la professione del pilota mi attirava, sembrava una bella sfida». Non è stato semplice stare fuori casa, tornare solo per un giorno nel fine settimana, ma la passione si è scatenata praticamente da subito, con il primo brevetto di volo a 17 anni, preso «urlando, ancora me lo ricordo: quando stacchi le ruote da terra e sei in volo da solo, così giovane… mi viene ancora la pelle d’oca se ci penso». La patente dell’auto anche quella è arrivata, giusto due anni dopo.

Finita la scuola Larghetti poteva tentare la strada del pilota militare e aveva i punteggi più alti del suo corso come pilotaggio, «però ho deciso di non farlo perché sapevo che sarei stato tra i primi a partire in caso di conflitto. Così dopo aver tentato la selezione Alitalia come pilota e non avendola passata, ho scelto di intraprendere ingegneria aeronautica a Pisa, studi che però non ho terminato. Questo perché mentre studiavo sono stato chiamato a Roma per il corso da controllore del traffico aereo – CTA (il primo concorso civile indetto nel 1985 dall’ENAV). Ho fatto 13 mesi di apprendistato presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino a Roma, nel 1990». Ora il centro di formazione nazionale ENAV è situato a Forlì insieme all’ITAER ed alla facoltà di ingegneria aeronautica.

Ha iniziato così a lavorare come CTA all’aeroporto di Torino fino al 1997, quando ha ottenuto il trasferimento a Bologna. Nel frattempo il novafeltrese si era laureato in scienze internazionali e diplomatiche a Forlì, e nel 2008 «mi hanno proposto di fare il responsabile delle operazioni a Bologna, tutte quelle gestite dalla torre di controllo». Così è iniziata la sua carriera che lo ha condotto fino all’apice, alla direzione del centro aeroportuale di ENAV, la società nazionale per il controllo del traffico aereo civile. Oggi Larghetti abita a Pietracuta, una scelta che ha fatto molto a sue spese, perché «mi costa fare il pendolare, ma merita dal punto di vista della qualità della vita, della famiglia e della bellezza della nostra valle».

Il suo è un ruolo tutt’altro che marginale, forse poco conosciuto ma fondamentale per garantire la sicurezza in volo ma soprattutto nelle fasi più delicate dell’atterraggio e del decollo: «Da qui dobbiamo essere in grado di coordinare tutto, compresi i movimenti al suolo e le emergenze». Difficile riassumere una competenza così specifica in pochi minuti di chiacchierata, ma il direttore ha anche una buona capacità di sintesi, oltre che di semplificazione: «Dovete immaginare lo spazio aereo come un imbuto che si allarga mano a mano che si sale in quota. Questo spazio deve contenere tutte le rotte di arrivo e partenza e noi dobbiamo indirizzare tutti gli aerei che arrivano da ogni direzione in base a vari fattori che vengono accuratamente calcolati come la distanza dall’aeroporto, la quota, la velocità, le prestazioni dell’aeromobile, dati che messi assieme non possono essere semplicemente elaborati da un computer, soprattutto quando bisogna minimizzare i ritardi ed efficientare le rotte». Ai piloti vengono date tre indicazioni, «la direzione da prendere in gradi magnetici, il livello di volo da tenere e la regolazione della velocità. I mezzi devono essere tutti separati in volo sul piano orizzontale di almeno 5 miglia e su quello verticale di almeno mille piedi, distanze comunque minime in caso di convergenza delle prue, che vanno gestite con lucidità e in pochi secondi». Gli aerei nella fase di avvicinamento all’aeroporto si muovono a circa 300 nodi e percorrono 5 miglia in un minuto. Le separazioni sul piano sono di 8 chilometri in orizzontale o 300 metri in verticale. Serve addestramento continuo e lavoro di team per gestire il tutto in assoluta sicurezza. Gli aeromobili vengono incanalati verso un radio sentiero che li conduce ad atterrare nel punto esatto, il «miglior punto di toccata».

ENAV in Europa è l’unico provider del traffico aereo a dare ritardi zero, insomma un fiore all’occhiello per l’Italia e tra i migliori fornitori al mondo dei servizi di navigazione, nonché leader di progetti europei e mondiali. Detiene inoltre una quota di Aireon, la piattaforma satellitare per la sorveglianza aerea nelle vaste aree del globo che non sono coperte dal segnale radar (alcune zone oceaniche e parti dell’Africa e dell’Asia). Altra curiosità: quando l’aereo è in volo non perde mai l’aggancio con un centro di controllo; per lo spazio aereo superiore in Italia ce ne sono quattro a Roma, Milano, Brindisi e Padova. Insomma un ruolo fondamentale che va gestito con sangue freddo, professionalità ed enorme razionalità.

Dal centro ENAV di Bologna non si gestisce solo il traffico da e per l’aeroporto di Bologna, ma anche quello relativo agli aeroporti di Rimini, Forlì e quello militare di Cervia, compresi gli elicotteri di esercito e aeronautica che talvolta sorvolano la Val Marecchia. Larghetti coordina una squadra di 72 elementi, 3 Cta in staff, 45 controllori in turno operativo, 8 addetti all’osservazione meteo, 3 impiegati amministrativi e 13 addetti di Techno Sky che si occupano della manutenzione dei sistemi tecnologici in uso; non contando direttamente la squadra di 13 tecnici elettricisti della società che si occupa per ENAV della manutenzione sistemi luci pista.

Con turni da otto ore gli “angeli custodi del volo” agiscono in team fino a 9 persone, con compiti specifici e professionalità diverse. La squadra ENAV assicura il funzionamento e la sicurezza del sistema 24 ore su 24. Per diventare controllori ci vuole una formazione di 3-4 anni per conseguire le necessarie capacità logico-matematiche, spaziali e di autocontrollo. Nonostante i progressi tecnologici, dunque, l’elemento umano rimane ancora un fattore fondamentale, anche in contesti altamente tecnologici come questo.

Francesca Valente