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America Graffiti Rimini: no dei proprietari alla richiesta dei gestori di concludere la stagione

Lo comunicano gli stessi gestori: la proposta era stata avanzata nel tavolo di crisi convocato in Prefettura

Attualità Rimini | 16:45 - 28 Febbraio 2020 L'America Graffiti L'America Graffiti.

Sul futuro dell'America Graffiti, storico locale del lungomare di Rimini, è ancora muro contro muro tra i proprietari dell'immobile (I fratelli Parmeggiani) e i gestori (la società Nettuno 2010 srl). Il locale è chiuso a seguito di una controversia giudiziale tra le parti e all'accoglimento della richiesta, promossa dai fratelli Parmeggiani, di provvedimento di restituzione dell'azienda. I rappresentanti della Nettuno 2020 srl, si legge in una nota, nel tavolo di crisi aperto della Prefettura hanno proposto un periodo di tregua per traghettare a fine stagione l'azienda, con il pagamento anticipato del canone di periodo; e con l'intento anche di reperire finanze per l'acquisto della concessione demaniale (prima della chiusura i canoni demaniali erano, da accordo contrattuale, onere per i gestori). Ma dai fratelli Parmeggiani, dopo una settimana, è giunto un rifiuto, motivato dalla volontà di attendere prima la sentenza del Tribunale di Rimini, attesa a marzo, sul ricorso promosso per  var valere in via principale la nullità del contratto di affitto di azienda stipulato dalle parti. I Parmeggiani lamentano il mancato pagamento del canone d'affitto per quasi tutta l'annualità del 2018.


La nota della Nettuno 2010 srl


Qualche parola per raccontare il tavolo di crisi aperto dalla Prefettura, con la partecipazione del Comune e dei Sindacati con lo scopo di tutelare i lavoratori del Nettuno e la continuità aziendale. 

Raccogliendo l’invito e con spirito costruttivo, a quel tavolo, ci presentiamo, noi della Nettuno 2010 srl, con una proposta ai fratelli Parmeggiani. Proponiamo di accordarci per un periodo di tregua utile a traghettare a fine stagione l’azienda, pagando loro, anticipatamente il canone di periodo. Utilizzando il tempo anche per reperire finanze necessarie a soddisfare le loro richieste per la cessione della Concessione. Una soluzione che avrebbe consentito immediata riapertura, con nostro impegno formale a riassumere immediatamente tutti i dipendenti che avrebbero così ripreso a percepire da noi gli stipendi come regolarmente pagati fino ad ora - ininterrottamente - per 10 anni. 

Ci viene chiesto riserbo e una settimana per valutare la possibilità di un accordo transitorio. Prefetto, Sindacato, Comune e noi in attesa silenziosa delle valutazioni dei Signori Parmeggiani. Tutti riuniti ieri allo stesso tavolo ad aspettare l’esito della settimana di muta riflessione dei Parmeggiani. Una controproposta? Una soluzione per i dipendenti? Nulla. Un No secco senza alternative. Attendono la sentenza e, poi, se verrà consegnata loro l’azienda vedranno di trovare una soluzione senza però prendere alcun formale impegno. Ma come? Non è già stata consegnata loro? Certo! Da quasi un mese. Per disposizione del giudice che gliel’ha consegnata in seguito alla loro richiesta d’urgenza nella quale paventavano “periculum” per la stessa qualora fosse rimasta in nostre mani fino alla sentenza. L’hanno ottenuta l’azienda e chiusa. Forse non se ne sono accorti. Forse, per loro, le aziende chiuse sono fuori dal pericolo. I dipendenti invece, con le aziende chiuse, il “periculum” lo sentono eccome. Triste constatare che per creare quell’azienda ci abbiamo impiegato dieci anni per distruggerla bastano poche settimane.