Domenica 05 Luglio11:17:32
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Coronavirus, dalla Regione arrivano le precisazioni: stop a manifestazioni pubbliche fino al 1° marzo

Sospese anche le "attività di spettacolo" a teatro, al cinema, i concerti, le discoteche e le sale da ballo

Attualità Rimini | 19:28 - 24 Febbraio 2020 Emergenza Coronavirus Emergenza Coronavirus.

La Regione Emilia-Romagna ribadisce l'applicazione dell'ordinanza emanata ieri dal governatore Stefano Bonaccini, d'intesa col ministero della Salute, per contrastare e contenere la diffusione del coronavirus, in vigore fino a domenica prossima, 1 marzo. La circolare interpretativa, inviata dalla Regione alle Prefetture, raccoglie le sollecitazioni arrivate dai sindaci e serve anche per smentire "false notizie circolate sui social network". In Emilia-Romagna, dunque, oltre alle scuole di ogni ordine e grado sono sospese "tutte quelle manifestazioni e iniziative che, comportando l'afflusso di pubblico, esulano dall'ordinaria attività delle comunità locali". Si fa riferimento cioè a "eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale, economica e civica" che appunto vanno oltre le attività ordinarie. Si devono dunque fermare per una settimana "manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti ed eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico", come campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e disciplina. Sospese anche le "attività di spettacolo" a teatro, al cinema, i concerti, le discoteche e le sale da ballo.



LE ATTIVITA'  CHE POSSONO OPERARE
Possono invece proseguire tutte le attività che "attengono all'ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale", ovvero corsi di varia natura e allenamenti sportivi. La Regione precisa dunque che possono rimanere aperti "i luoghi di svolgimento dell'attivita' corsistica ordinaria di vario tipo, ad esempio centri linguistici, centri musicali e scuola guida; gli impianti sportivi come centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco; e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano aggregazione di pubblico o eccezionali concentrazioni di persone".


Sono inoltre escluse dalla sospensione in Emilia-Romagna anche "tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense, ad eccezione di quelle richiamate di pubblico spettacolo e degli eventi e manifestazioni promozionali (fiere, mercati straordinari, meeting e convegni, sfilate) che pertanto saranno sospesi". Restano in funzione anche "le attività corsistiche aziendali, laddove non comportino significative concentrazioni di persone", e le attività "svolte da guide e accompagnatori turistici". In generale, "non sono sospesi gli ordinari mercati settimanali". La Regione precisa poi che allo stesso modo "non possono essere ricomprese nella sospensione in via generale attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili", come servizi semiresidenziali e Centri diurni. Inoltre, "non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esequie civili e religiose, anche in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi della regione". E ancora, "non possono essere inclusi nella sospensione in via generale neppure i centri di aggregazione sociale (circoli ricreativi, centri sociali, centri giovani, centri anziani, orti urbani) per la parte di ordinaria attività". Per quanto riguarda i corsi professionali, sono sospese le attività di formazione rivolte a gruppi o classi, mentre i servizi per il lavoro individuali, come i colloqui di orientamento, "potranno svolgersi regolarmente". Infine, la Regione ci tiene a precisare che "resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni, laddove necessarie in ragione di particolari esigenze delle comunità locali".