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Dibattito sulle criptovalute: vantaggi e rischi, se ne parla a Rimini

Seconda giornata per il convegno "Corruzione & Criptovalute" al cinema Fulgor con esperti del settore

Attualità Rimini | 11:54 - 21 Febbraio 2020 Un momento dell'incontro in svolgimento al cinema Fulgor Un momento dell'incontro in svolgimento al cinema Fulgor.

È notizia di cronaca. Con nuovi sistemi, gruppi criminali bloccano in Italia i sistemi informatici di studi commerciali e legali, e pretendono un “riscatto” con pagamenti in criptovaluta.
Una nuova forma di estorsione, quella messa in luce giovedì al cinema Fulgor dal PM Gianfranco Donadio, che porta alla ribalta un fenomeno in espansione e del quale vanno studiate attentamente potenzialità ma anche alcuni limiti connessi: quello delle Criptovalute.

Il tema è al centro del convegno “Corruzione & Criptovalute”, in programma a Rimini, presso il Cinema Fulgor, giovedì 20 febbraio e venerdì 21 febbraio (tutto il giorno), organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Rimini con tanti relatori di prestigio ed esperti.

Le “valute virtuali” sembrano essere oltre 450, e persino il governo cinese aveva preso in considerazione la creazione di una criptovaluta nazionale. Segno che il dibattito sulle “valute virtuali” è molto acceso. I sostenitori ne mostrano i benefici: Le criptovalute si sottrarrebbero all’azione degli incentivi, potenzialmente controproducenti, tradizionalmente legati alle banche e ai governi sovrani.

Le criptovalute offrirebbero molti potenziali vantaggi, tra cui una maggiore velocità ed efficienza nei pagamenti e nelle rimesse estere, promuovendo altresì l’inclusione finanziaria.

Accanto ai benefici delle “valute virtuali”, si accompagnano però molte ombre.
Fabio Ronci, di Banca Popolare Valconca, ha messo in luce due aspetti negativi: “la disintermediazione, fuga dai procedimenti tradizionali di intermediazione della ricchezza; e la difficile identificabilità che si cela dietro ai codici criptati”.
“La tracciabilità garantita dai servizi informatici dovrebbe garantire la massima riconducibilità alle persone e ai movimenti – ha rilanciato il dott. Donadio – ma restano spesso avvolti nel mistero la porta d’ingresso e quella di uscita di queste operazioni”.
“Truffe on line, deep web, dark web: lo scenario proposto dal convegno non è futuribile ma purtroppo già all’ordine del giorno. – ha fatto notare l’avvocato Cesare Brancaleoni, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Rimini, che ha concesso il patrocinio al convegno – Anche per questo avvocati e commercialisti debbono lavorare sempre più a stretto contatto. E Rimini si muove già in questa virtuosa direzione: a breve partirà un corso di formazione per i nostri due ordini”.
“La corruzione oggi più che mai non solo esiste ma è silenziosa, quasi che non ce ne accorgiamo più. È diventata una consuetudine che porta nel cittadino quasi la rassegnazione. L’indifferenza di fronte a questo malcostume e reato è molto pericolosa e va combattuta.

Non basta la prevenzione né la repressione: – è l’opinione del dott. Giancarlo Ferrucini, commercialista che ha organizzato il convegno con  – sono necessarie cultura ed educazione, e sotto questo aspetto la scuola riveste un ruolo fondamentale. 
I giovani non debbono mai più nutrire il dubbio che vivere onestamente sia utile”.


Il crescente utilizzo delle criptovalute nell’ecosistema criminale, richiama l’attenzione sulla necessità di ricondurre questa nuova tecnologia sotto il controllo delle autorità. Il convegno di Rimini si interroga sui fenomeni di riciclaggio e finanziamento alla malavita, e alle nuove, pericolose funzionalità garantite dall’avanzamento tecnologico.
Di grande impatto è stato l’intervento dell’Avv. Umberto Ambrosoli, avvocato e saggista italiano, autore del libro Qualunque cosa succeda, sulle vicende del padre Giorgio Ambrosoli, assassinato nel 1979. Alle tematiche del convegno Ambrosoli si dedica da anni, fin dai tempi della tesi di laurea dal titolo “La criminalità informatica nel sistema bancario italiano - Profili criminologici”. Ambrosoli è successivamente divenuto avvocato penalista specializzato nel diritto penale dell’economia. “Quale medicina contro la finanza criminale?”.
Il dott. Ambrosoli ha ripercorso la vicenda drammatica e dolorosa del padre, commissario liquidatore della banca fallita di Michele Sindona, ucciso nell’adempimento del dovere e dopo aver scoperchiato la frode milionaria, e ha messo in relazione la corruzione di ieri con quella attuale. “Le criptovalute hanno occupato uno spazio non regolamentato. – ha detto il dott. Ambrosoli – È strumento di investimento ancora da normare. L’Italia ha provveduto con una normativa del 2017, precedendo quella europea, ma c’è il problema di conciliare le leggi di altri Paesi”. “Prevenire e contrastare le condotte illecite basandosi solo sull’ordinamento è meramente virtuale. – ha rilanciato Ambrosoli – La non identificabilità del soggetto investitore e del destinatario nel sistema delle criptovalute, è uno degli elementi di maggior rischio”.

Nevio Genghini, professore di Filosofia presso il liceo classico G. Cesare di Rimini: “La corruzione è un male sociale che tutti a parole condanniamo. Quando diventa sistemico, è di impedimento alla crescita economica e all’esercizio della cittadinanza democratica”. Purtroppo “La corruzione prospera laddove manca la forza che potrebbe arginare il fenomeno, ovvero il capitale sociale, una rete generalizzata di fiducia. Oltre a punire il vizio, società e politica dovrebbero tornare a premiare le virtù”.