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Plagiata dal "guaritore" interrompe la cura, segue dieta "alternativa" e finisce in ospedale

Per pagare i "consigli" dell'uomo si indebita e finisce per avere relazioni sessuali con lui

Cronaca Rimini | 12:18 - 20 Febbraio 2020 Una giovane con problemi psichici è stata vittima di un sedicente guaritore Una giovane con problemi psichici è stata vittima di un sedicente guaritore.

Terapia farmacologica interrotta, intercessioni spiritiche, lavaggi “cristici” per alleviare le sofferenze, alimentazione a base di carne d'agnello: tutto pagato profumatamente non solo in denaro, ma anche con prestazioni sessuali, ad un sedicente santone riminese.

I Carabinieri di Riccione, dopo una lunga e complessa attività investigativa, hanno ricostruito le gesta del sedicente guaritore 64enne, indagato con le ipotesi di reato di circonvenzione di persone incapaci e violenza sessuale.

I fatti risalgono ad ottobre 2018. Le indagini sono partite dai genitori di una ragazza affetta da problemi psichici. La giovane era improvvisamente peggiorata, tanto da dover essere ricoverata in ospedale a Rimini. All'origine dell'aggravamento delle condizioni, secondo i genitori, la probabile interruzione della terapia, forse sostituita da cure “alternative” consigliate dal guaritore.

I Carabinieri hanno raccolto importanti elementi indiziari a carico del 64enne. Secondo quanto ricostruito l'uomo aveva frequentato la donna e, approfittando del suo stato di fragilità  psichica ed emotiva, l'ha convinta ad interrompere le cure affidandosi a lui. Il sedicente guaritore le ha “prescritto” una dieta speciale a base di carne d'agnello. Grazie a “intercessioni spiritiche” e “lavaggi cistici” la donna avrebbe, a suo dire, trovato beneficio. Il 64enne l'avrebbe anche spinta ad allontanarsi da amici e parenti, legandola ancora di più a sé. La donna ha sborsato cifre importanti per pagare queste “miracolose” cure. Non disponendo più di risorse ha infine accettato di estinguere il suo debito attraverso rapporti sessuali con il 64enne.

L'uomo ha ricevuto l'avviso di termine delle indagini e, avendo rinunciato alla facoltà di rendere interrogatorio, il Pm ha trasmesso al Gip la richiesta di rinvio a giudizio.