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Studente riminese caduto in guerra riceverà la laurea "honoris causa", Unibo cerca parenti

L'Università di Bologna riconosce il titolo di studio all'alpino riminese Fernando Del Bianco deceduto in Russia nel 1943

Attualità Rimini | 16:32 - 19 Febbraio 2020 Studente riminese caduto in guerra riceverà la laurea "honoris causa", Unibo cerca parenti

L'Università di Bologna cerca i parenti dell'ex studente e alpino Fernando Del Bianco, nato a Rimini il 1 gennaio 1916 e deceduto in Russia in guerra, nel gennaio 1943, figlio di Colombo e Teresa Galavotti. A 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Università di Bologna vuole riconoscere il titolo di studio a chi, come Fernando, era iscritto all'Ateneo felsineo, ma poi fu costretto a interrompere gli studi per partecipare al conflitto bellico. Dopo aver rintracciato i parenti dei caduti della Grande Guerra, a cui sono state consegnate le lauree "Honoris Causa" nel 2018, adesso l'Alma Mater lancia un nuovo appello, questa volta per rintracciare i parenti o discendenti dei suoi studenti caduti nell'altro conflitto e per ricevere eventuali segnalazioni relative a nomi non presenti nell'elenco. Chiunque abbia notizie utili a rintracciare i parenti di Fernando Del Bianco è pregato di scrivere un'e-mail a Sandra Marciatori(sandra.marciatori@unibo.it).


La storia del riminese Fernando Del Bianco


Dopo aver conseguito nel 1936 il diploma di ragioniere presso il Regio Istituto Tecnico Commerciale "Valturio" di Rimini, Del Bianco si iscrisse alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bologna, ma fu chiamato alle armi e non potè completare gli studi.
Superato il corso allievi ufficiali, fu assegnato quale Sottotenente di complemento all' 8° Reggimento Alpini (Battaglione "Val Tagliamento" -Divisione “Julia"”) con il quale partecipò alla campagna di Grecia, meritando una medaglia di bronzo al Valor Militare. Fu poi inviato in Russia con il battaglione "Gemona" (8° Alpini - Divisione "Julia") e cadde eroicamente nel gennaio del 1943. Per il valore dimostrato gli venne conferita, "alla memoria", la medaglia d' argento al Valor Militare, recante la seguente motivazione: "Durante violenta azione,alla testa del proprio plotone, si slanciava all'assalto contro il nemico preponderante di forze. Sebbene ferito continuava ad avanzare incitando i suoi alpini alla strenua lotta finchè,colpito mortalmente,si abbatteva al suolo". Cadde nell'adempimento del dovere senza poter rivedere il cielo della sua Romagna.