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Stalking, a Riccione aumentano i casi segnalati: 13 arresti e 40 denunce in un anno

Il dato è stato comunicato durante la presentazione della quinta edizione del corso di autodifesa per donne

Attualità Riccione | 13:49 - 19 Febbraio 2020 La presentazione della quinta edizione del corso di autodifesa per donne del Comune di Riccione La presentazione della quinta edizione del corso di autodifesa per donne del Comune di Riccione.

Tutte hanno provato almeno una volta nella vita una sensazione di disagio, legata alla propria incolumità fisica. Tutte almeno in un’occasione hanno pesato “ora come posso difendermi?”. Una risposta alle tante donne, accumunate dal medesimo bisogno di sentirsi sicure in particolari circostante, la darà la quinta edizione del corso di difesa personale promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Riccione, presieduta da Barbara Bassan, in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità, di Andrea Dionigi Palazzi, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri. La presentazione del corso di difesa personale femminile, tenutasi ieri sera (martedì 18 febbraio) in Comune è stata seguita da 50 donne, che saranno tutte ammesse al corso. Presenti, oltre al comandante dei carabinieri di Riccione, Luca Colombari, anche il luogotenente, Claudio Cacace, comandante della stazione di Riccione, ed il maresciallo maggiore, Andrea De Cesaris, istruttore di difesa personale. 

Le lezioni pratiche e teoriche si avvalgono della preziosa e ormai consolidata collaborazione con il Comando Provinciale dei Carabinieri e della dottoressa Giulia Cecchini, consulente in comunicazione relazionale e professionale, che lavorerà proprio sulle percezioni dello spazio esterno. Saranno infatti integrate nella didattica nozioni teoriche di prossemica, la disciplina semiologica che studia i gesti e il comportamento, volti a riconoscere segnali di pericolo nello spazio circostante. 

Un ringraziamento va all’Arma dei carabinieri per la costante collaborazione che ha offerto in questi anni - ha detto l’assessore alle Pari Opportunità, Andrea Dionigi Palazzi -. Se siamo arrivati alla quinta edizione del corso di autodifesa femminile e ieri sera c’erano una cinquantina di donne interessate ad avere informazioni sulle lezioni, significa che non bisogna abbassare la guardia e che iniziative come queste vengono oramai recepite dalle persone come una certezza”.  

I carabinieri del Comando provinciale sempre al fianco delle fasce debol

Un’attenzione particolare è stata posta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Rimini alla tutela delle fasce deboli. Le attività svolte a tutela dei minori, delle donne e degli anziani hanno visto i militari impiegati quotidianamente in attività di contrasto alle varie forme di violenza di genere, svolte in stretto contatto con l’Autorità Giudiziaria ed i centri antiviolenza presenti sul territorio, ed in una diffusa campagna di sensibilizzazione sugli argomenti dello stalking, dei maltrattamenti in famiglia e delle truffe in danno agli anziani.

La capacità di essere vicini alla gente, peculiarità storica dei Carabinieri, unita allo sforzo di promuovere a tutti i livelli la cultura del rispetto e del corretto rapporto di coppia, ha permesso di aprire una breccia nel “muro dell’omertà”, legato ai vincoli sentimentali o familiari quasi sempre esistenti fra vittime e autori di tale tipo di violenza.

In tale ambito è doveroso citare i corsi di autodifesa organizzati nell’ambito del Comando Compagnia Carabinieri di Riccione in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Riccione, in cui un istruttore dell’Arma dei Carabinieri è a disposizione di quanti vogliano apprendere qualche tecnica elementare per difendersi in circostanze “poco piacevoli”. Tali lezioni sono un momento di incontro tra cittadinanza ed istituzioni in cui, al di là delle tecniche che vengono illustrate, obiettivo primario resta quello di diffondere sempre più la cultura del rispetto verso le fasce deboli.

Ed è in virtù dello sforzo compiuto e della maggiore fiducia che le vittime ripongono nelle Istituzioni che i dati statistici registrano una maggiore emersione di tale fenomenologia criminale “sommersa”, con un incremento a livello provinciale degli episodi per i quali ha proceduto l’Arma in tutela delle vittime. Analizzando l’ipotesi delittuosa dello stalking, fatto - reato che negli ultimi anni è sempre più spesso alla ribalta per i tragici risvolti che talvolta assume, i dati statistici registrano una crescita del 16% dei casi denunciati, che passano da 56 nel 2016 a 66 nell’anno in corso, con 13 arresti e 40 denunce in stato di libertà dei relativi autori.

Un ulteriore passo in avanti nell’attività di tutela delle donne vittime di soprusi è l’avvio, presso la Tenenza Carabinieri di Cattolica, del progetto “Una stanza tutta per sé”, un’iniziativa a livello nazionale tra Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e il Soroptimist International d’Italia che prevede la realizzazione di una “Aula per le audizioni” riservata alle donne vittime di violenza. Un progetto che ha come finalità quella di offrire alle vittime di reato un ambiente appositamente dedicato in cui essere maggiormente a proprio agio per affrontare questioni spesso traumatiche e particolarmente dolorose.

L’Arma dei Carabinieri ha deciso di tradurre sul campo le tante iniziative in cui è quotidianamente impegnata nel contrasto al gravissimo quanto diffuso fenomeno della violenza contro le donne – spiega il Col. Giuseppe Sportelli, C.te Provinciale dei Carabinieri Attraverso questo corso di autodifesa, giunto alla quinta edizione, sentiamo il dovere di offrire in maniera concreta la vicinanza della nostra Istituzione a tutte quelle donne libere, che scelgono di affrontare il ”mostro” guardandolo negli occhi e di acquisire quella sicurezza e lucidità in grado di consentire loro di affrontare situazioni di disagio, che non si traducono esclusivamente in aggressioni fisiche, certe di poter contare sul supporto dei tanti uomini e delle tante donne in uniforme, sempre più qualificati e sensibili nella trattazione di questa particolare tematica. Un’iniziativa che continuiamo a portare avanti carichi dell’entusiasmo che le stesse partecipanti trasmettono ai nostri istruttori e questo è il chiaro segnale di una coscienza ed una voglia diffusa di combattere il fenomeno. A noi pertanto il compito ed il dovere di alimentare queste coscienze, fornendo se possibile la conoscenza di qualche strumento  legale ed emotivo in più”.