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Questione America Graffiti, i fratelli Parmeggiani si difendono dalle bordate dei gestori della Nettuno 2010

I titolari della concessione come Nettuno snc rispondono alle accuse e parlano dei dipendenti

Attualità Rimini | 11:43 - 19 Febbraio 2020 L'America Graffiti è chiuso dal 4 febbraio L'America Graffiti è chiuso dal 4 febbraio.

Continua il botta e risposta tra la Nettuno snc e la Nettuno 2010, rispettivamente concessionaria e gestrice del locale America Graffiti sul lungomare di Rimini. Ora è la volta dei fratelli Parmeggiani, Pier Paolo e Pier Antonio, difendere il proprio operato dopo che molto si è detto sul pagamento della concessione demaniale e il conseguente provvedimento emesso dal tribunale di Rimini, che ha comportato la chiusura temporanea del locale. I fratelli Parmeggiani sono affidati agli avvocati Paolo Santoro, Roberto Dalle Nogare e Felice Zaccone, che controfirmano la dichiarazione che segue.

«Le dichiarazioni rese ai giornali ed ai siti di informazione online da chi rappresenta la "Nettuno 2010 S.r.1."­ America Graffiti sono tanto suggestive quanto non vere o parziali; comunque concernono fatti di una causa tuttora in corso, i cui atti dicono altro. Nettuno 2010 sta dicendo ai propri dipendenti  che il rapporto di lavoro continua con la società dei fratelli Parmeggiani, perché l'azienda affittata è ritornata in capo a questi. Ma è la Nettuno 2010 che ha avviato la causa per far "...valere in via principale la nullità del contratto di affitto di azienda stipulato fra le parti, ossia l'insussistenza di un titolo che la legittimi alla gestione  dell'azienda": e questa non è una dichiarazione, ma la parte motiva dell'ordinanza del tribunale che ha disposto il rilascio dei locali. Quindi Nettuno 2010 sta dichiarando di aver sempre pagato tutto. Ma sempre nell'ordinanza del tribunale si legge che "...la valutazione... della circostanza di fatto, pacifica fra le parti e comunque provata per tabulas, che la stessa  [Nettuno 2010  s.r.l. America Graffiti  n.d.r.] si sia resa inadempiente del pagamento del canone d'affitto per quasi tutta l'annualità del 2018 nonché della circostanza di fatto che neppure risultano documentati pagamenti per l'annualità del 2019 induce a ritenere... che sia pienamente sussistente il presupposto del fumus boni iuris del diritto della Nettuno S.n.c. alla restituzione immediata..."».

Le precisazioni continuano: «Il tribunale si pronuncerà a metà marzo. I fratelli Parmeggiani, figli di colui che il Nettuno lo costruì prima della guerra, lo ricostruì dopo le bombe e poi l'ha devoluto allo Stato nel 1994, hanno scelto di tacere sinora, memori dell'iscrizione sull'arca di Isotta al Tempio ("tempus loquendi. tempus  tacendi"), in attesa di un verdetto: perché, anche nella società della comunicazione, "C'è un giudice a Berlino"ed in questo caso, grazie al cielo, è a Rimini».