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I treni in Romagna: gli autori presentano il loro libro alla biblioteca Baldini di Santarcangelo

Appuntamento alle 21 di giovedì 20 febbraio. Sabato 22 invece sarà raccontata l'evoluzione del Festival cittadino

Eventi Santarcangelo di Romagna | 13:33 - 18 Febbraio 2020 Biblioteca Baldini di Santarcangelo Biblioteca Baldini di Santarcangelo.

Due nuovi appuntamenti dedicati alla storia locale in programma questo fine settimana alla biblioteca Baldini di Santarcangelo: giovedì 20 febbraio un viaggio tra storia e letteratura con i treni in Romagna, sabato 22, invece, l’evoluzione di Santarcangelo Festival raccontata attraverso i suoi manifesti.

Alle ore 21 di giovedì 20 febbraio in sala Baldini, gli autori Mattia Randi, Valerio Ragazzini e Roberto Marzaloni presentano il libro “I treni in Romagna. In viaggio tra storia e letteratura” (White Line, 2019). La ferrovia collega ormai con naturalezza i nostri centri abitati e il treno è diventato un elemento scontato nella nostra vita quotidiana, ma non sempre è stato così. Gli autori accompagnano il lettore attraverso un’analisi storica delle linee romagnole ancora in servizio o scomparse e le impressioni e i racconti degli scrittori romagnoli, attraverso i quali scopriremo l'evoluzione del "cavallo di ferro" e come questo abbia cambiato per sempre la terra di Romagna. Il volume è il settimo che entra a far parte della collana Acsè, curata dall'omonima associazione faentina per l'editore White Line.

“Palcoscenici di carta. La collezione di manifesti di Santarcangelo Festival” è invece il titolo della tesi del Corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione (Università di Bologna – Campus di Ravenna) che sarà presentata sabato 22 febbraio alle ore 17 dall’autrice Silvia Mantovani.
La tesi si è focalizzata sullo studio dei manifesti di Santarcangelo Festival dalle origini ad oggi, al fine di evidenziare tendenze espressive che potessero essere messe in relazione non solo con i contenuti delle singole edizioni, ma anche con i contesti sociali di riferimento, partendo dal presupposto che l’arte ha una capacità rappresentativa che spesso supera le intenzioni dei singoli artisti e si pone come impronta di una realtà più ampia. Partendo da premesse definitorie e storico artistiche relative al genere manifesto, che nasce prima di tutto come strumento pubblicitario e può diventare opera d’arte, sono stati analizzati i singoli manifesti della collezione, in relazione ai contenuti, alle modalità compositive, alle tecniche, agli autori e, non da ultimo, alla storia locale, grazie anche al prezioso testo di Rita Giannini, “Una storia meravigliosa”. L’analisi ha consentito di rilevare tendenze che oltre a riflettere le intenzioni creative e comunicative degli autori e delle direzioni artistiche, hanno fatto da specchio ai passaggi storici legati a cambiamenti sociali, tecnologici e culturali.