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Occhio alla sicurezza: tutti i casi in cui si rischiano sanzioni da pedoni e da ciclisti

Il caso dell'imprenditore multato solleva una riflessione più ampia su codice della strada e buone prassi

Attualità Rimini | 08:47 - 18 Febbraio 2020 Un ciclista che pedala lungo la corsia dedicata alle macchine senza usufruire della ciclabile (fotomontaggio) Un ciclista che pedala lungo la corsia dedicata alle macchine senza usufruire della ciclabile (fotomontaggio).

Promette di far discutere la notizia riportata dalla stampa cartacea del 18 febbraio dell'imprenditore riminese, multato perché stava procedendo in bicicletta non sulla pista ciclabile adiacente ma lungo la carreggiata riservata ai mezzi a motore, obbligo sanzionabile secondo il codice della strada.

Pochi sanno però che sono molte altre le infrazioni che, qualora applicate pedissequamente dalla polizia municipale o più in generale dalle forze dell'ordine, farebbero discutere allo stesso modo. Il più delle volte fortunatamente si tratta di norme di buon senso, volte a cautelare la sicurezza di chi si muove e di chi si incontra.


PEDONI: attenzione alla circolazione



I pedoni ad esempio potrebbero essere sanzionati da 25 a 99 euro se attraversano piazze e larghi al di fuori degli attraversamenti, qualora presenti ovviamente, purché non siano più distanti di 100 metri; se attraversano davanti all'autobus ai filoveicoli o ai tram; se indugiano o sostano sulla parreggiata, salvo per casi di necessità; se attraversano la strada mentre telefonano, cosa che ovviamente fanno in molti; se giocano, si allenano o organizzano "manifestazioni sportive" non autorizzate.

Ci sono anche altri comportamenti a rischio, non esclusivamente a discapito dei pedoni, come l'uso di mezzi di accelerazione dell'andatura come tavole, pattini o altro, che non possono essere usati sulla carreggiata delle strade né sugli spazi riservati ai pedoni, ma soltanto sulle piste ciclabili. Dal canto loro, i pedoni non possono camminare o correre sulle piste ciclabili.


CICLISTI: attenzione alla circolazione


La bicicletta è sempre più equiparata a un mezzo a motore e come tale, deve fare attenzione a tutte quelle prassi che vengono rispettate quando si è normalmente alla guida di auto e moto, come rispettare i semafori rossi, le precedenze, i divieti, i sensi unici e gli attraversamenti. Per questo l'elenco delle sanzioni in cui si può incappare è molto più lungo.

Le bici da corsa o mountain bike possono circolare su quasi tutte le strade aperte al traffico ma solo se dotate dei dispositivi di equipagiamento previsti dal Codice della strada, senza i quali possono essere usate solo nelle gare o su percorsi specifici. Più in generale, se la bici non è dotata di luci frontali e posteriori, catadriotti (in tutto 7 di cui 4 sui pedali, 2 sulle ruote e uno sul parafango se presente) e un campanello funzionante si rischia una sanzione da 25 a 100 euro.

Il conto diventa salato se si passa con il rosso: il ciclista può beccarsi dai 163 ai 652 euro di sanzione. Stesso intervallo di euro se non si dà la precedenza. Severe anche le multe per chi va contromano o in controsenso.

Quando si attraversa sulle strisce pedonali (quindi non ciclopedonali) bisogna condurre il velociepde a mano, pena una sanzione da 41 a 169 euro.

Anche se non si procede lungo un'unica fila si rischia, dai 25 ai 100 euro di sanzione, ma soltanto fuori dai centri abitati. All'interno si può andare affiancati al massimo in due, ma soltanto se non si intralcia il traffico. Stesso rischio se non si rispetta l'obbligo di procedere sulla pista ciclabile, come è stato per il malcapitato imprenditore.

Da 25 a 100 euro sono anche le sanzioni se si pedala senza usare le mani o se si trasportano persone (solo un maggiorenne lo può fare con un minore di 8 anni, e soltanto sul sellino). Se si usano cellulare o cuffie o se si trascinano animali l'intervallo aumenta (da 161 a 647 euro), se non si indossano materiali retro-riflettenti di sera o al buio diminuisce leggermente (sanzione da 24 a 98 euro). Va male anche se si trasportano oggetti non solidamente assicurati o che sporgono troppo (da 81 a 326 euro).


Insomma, se il Codice della strada venisse applicato alla lettera sarebbero moltissimi i casi discutibili e infiniti i motivi di discussione, come anche insostenibili gli interventi delle forze dell'ordine. Il buon senso sta anche nel conoscere certi dettagli e non dare ragione ai controllori per essere sanzionati, anche per non intasare il lavoro dei preposti con interventi che si possono limitare con un minimo di correttezza e di rispetto delle norme vigenti. (f.v.)