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Educatrici precarie non assunte: il Tar respinge il ricorso contro il Comune di Rimini

La sentenza ha confermato che la regola generale per l'accesso al pubblico impiego rimane il concorso pubblico

Attualità Rimini | 14:38 - 14 Febbraio 2020 Il Tar ha respinto il ricorso promosso contro il concorso indetto dal Comune di Rimini Il Tar ha respinto il ricorso promosso contro il concorso indetto dal Comune di Rimini.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima) ha ritenuto infondato il ricorso presentato per l'annullamento del concorso pubblico indetto dal Comune di Rimini per la copertura a tempo indeterminato 11 posti di educatore per il nido di infanzia. Il ricorso, presentato da una rappresentanza di educatrici che rivendicavano la stabilizzazione e contestavano la scelta del Comune di procedere attraverso il concorso, è stato quindi rigettato dal Tar, che ha accolto le motivazioni avanzate dall'Amministrazione comunale.

Nella sentenza il collegio, dopo aver affermato che la procedura di stabilizzazione non costituisce un obbligo ma una semplice facoltà per gli enti, ha poi confermato che la regola generale per l'accesso al pubblico impiego rimane il concorso pubblico aperto alla partecipazione di tutti gli aspiranti, quale migliore strumento per la selezione dei più meritevoli.

Il Tar ha poi respinto anche il secondo motivo di ricorso presentato dalle ricorrenti, le quali lamentavano che il Comune non avesse tenuto in considerazione la loro posizione di lavoratrici precarie. A tal riguardo il Giudice ha viceversa osservato che nel bandire il concorso pubblico, il  Comune ha riservato il 40% dei posti a concorso al personale precario che, come le ricorrenti, aveva maturato un periodo di lavoro alle dipendenze del Comune di durata almeno triennale. "Ne consegue – si legge nella sentenza - che la posizione delle ricorrenti, nello specifico profilo della professionalità già acquisita, è stata positivamente considerata nella specificazione delle modalità di espletamento del concorso pubblico". In altri termini, il Comune, lungi dal pretermettere la posizione delle educatrici precarie, ne ha valorizzato l'esperienza, riconoscendo ad esse un diritto di precedenza nelle assunzioni.

"Il Tribunale amministrativo ha accolto in toto le motivazioni dell'ente è il commento dell'Amministrazione Comunalericonoscendo e valorizzando le finalità e le ragioni sottese alla scelta di bandire un concorso pubblico per il quale sono pervenute ben 1.365 candidature. Nel bandire la procedura, infatti, l'Amministrazione ha voluto dare la possibilità alle aspiranti educatrici che hanno terminato il percorso degli studi dopo il 2008 di concorrere finalmente per un posto a tempo indeterminato nel Comune di Rimini, possibilità che era preclusa fino ad oggi a causa della proroga decennale delle graduatorie decisa dal Legislatore. Sotto altro profilo si è voluta valorizzare l'esperienza professionale maturata dalle educatrici precarie dei nidi comunali, riservando loro il 40% dei posti. Le finalità ultime comunque sono sempre le stesse: mantenere un servizio di qualità elevata per i bambini e le famiglie ed offrire opportunità di lavoro pubblico per tutti gli aspiranti".