Marted́ 31 Marzo22:24:54
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

"Mi ha fatto lavorare in nero": chiede 80.000 euro all'ex datore di lavoro, ma perde la causa

La vicenda ha avuto per protagonisti una 47enne ucraina e una coppia di albergatori riminesi

Cronaca Rimini | 08:28 - 16 Febbraio 2020 Il giudice del lavoro ha respinto il ricorso della lavoratrice Il giudice del lavoro ha respinto il ricorso della lavoratrice.

Un'ex dipendente di un albergo di Rimini aveva adito le vie legali contro gli ex datori di lavoro, chiedendo il pagamento di 80.000 euro per differenze retributive e contributive. Il giudice del lavoro ha però respinto il suo ricorso, condannandola anche al pagamento di 8000 euro di spese legali. La donna, una 47enne di nazionalità ucraina, aveva reclamato il mancato pagamento del tfr, ma sosteneva anche di aver lavorato più ore rispetto a quelle effettive risultanti dai contratti a termine che aveva stipulato con i titolari e gestori dell'albergo, marito e moglie, nonché di non aver goduto dei riposi e dei giorni di ferie che le spettavano; lei, il legale rappresentante, una riminese di 57 anni, rappresentata dall'avvocato Alvaro Rinaldi, aveva negato tutto. Il tfr era stato versato allo scadere dei vari contratti a termine: la donna era stata sostanzialmente ingaggiata per dei periodi, come lavoratrice stagionale, in particolare durante le stagioni estive, dal 2015 al 2018. Nel procedimento davanti al giudice del lavoro non sono stati però sentiti i testimoni di parte ricorrente che dovevano confermare la versione del lavoratore, a causa di un ritardo nella citazione degli stessi. Il ricorso della 47enne ucraina è stato così respinto.