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AUDIO Il progetto di residenzialità sociale "Condomini attivi" di Acer Rimini diventa smart con PA Social

L'azienda ha avviato una partnership per migliorare la sua comunicazione online e ai residenti

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Attualità Rimini | 18:13 - 11 Febbraio 2020 I relatori della conferenza stampa di Condomini Attivi - Acer provinciale di Rimini I relatori della conferenza stampa di Condomini Attivi - Acer provinciale di Rimini.

Due nuovi "Condomini attivi" stanno per partire. Sono residenze popolari in via del Lupo a Rimini e in via Ugo Bassi a Santarcangelo di Romagna, gestite dall'Acer provinciale di Rimini in perfetta sintonia con le amministrazioni, nelle quali verranno sperimentate nuove strategie di condivisione dei bisogni e di risoluzione delle conflittualità, anche attraverso il ricorso ai social media.

Lo hanno ben spiegato martedì mattina in conferenza stampa la vicepresidente Claudia Corsini, la vicesindaca di Rimini Gloria Lisi, il presidente di PA social Francesco Di Costanzo ed Elisa Zavoli della cooperativa "Fratelli è Possibile".

Il nuovo progetto per una migliore e più coordinata comunicazione sociale vede la stretta collaborazione dell’associazione con PA Social, grazie alla quale verrà realizzata anche una mostra fotografica “diffusa” con affissioni sui cartelloni tra Santarcangelo e Rimini di scatti che ritraggono la vita nelle case popolari. Sarà un progetto pilota a livello italiano nell'ambito della residenzialità popolare, ideato per abbattere la conflittualità all’interno della comunità degli inquilini anche tramite l'ausilio dei social network e al tempo stesso a insegnare come utilizzarli in modo corretto anche ai più giovani, mettendoli in condizione di sfruttare le potenzialità del digitale ed evitare i pericoli di fenomeni come il cyberbullismo e l’hate speech. Questo percorso formativo coinvolgerà non soltanto i residenti, ma anche i dipendenti dell'Acer e i collaboratori della coop. Ma non soltanto.

Saranno fatti alcuni incontri condominiali, uno o due al mese, per cercare di dirimere le esigenze più stringenti con l'ausilio di mediatori sociali appositamente formati e sarà steso un regolamento condominiale dove riassumere le esigenze di tutti. Verrà inoltre fatto uno studio, tramite la somministrazione di un questionario, per capire la tipologia e l’utilizzo dei social che viene fatta, in modo che sia possibile attivare canali congrui rispetto alle esigenze che la popolazione ha. Gli strumenti dell'ente si adegueranno di conseguenza aprendo canali Telegram e Whatsapp, mentre la pagina Facebook  "Condomini attivi", già attiva, sarà potenziata, con l'aggiornamento completo del sito internet del progetto.

Un percorso, quello di implementazione social, molto caro e sentito dalla vicepresidente Corsini: «Quando sono arrivata nel 2016 ho notato che c'era molta distanza tra l'azienda e gli inquilini, cosa che creava attriti e conflittualità verso di noi ma anche tra di loro, mettendoci nelle condizioni di fare più lavoro, non sempre gestibile. L'importanza di questo progetto è che personalizza le persone, dando loro valore. Questo ha spaccato la visione solo prettamente immobiliare di Acer, portandola a gestione sociale di prossimità e vicinanza alle persone. Questo progetto è tarato sulla riattivazione dei soggetti e su una partecipazione attiva alla gestione delle zone comuni».

«In tante città d’Italia ci sono problemi di periferia perché gli assegnatari di case popolari sono stati ghettizzati, », puntualizza la vicesindaca Lisi. «Ci sono problematiche nelle nostre case popolari che non si vedono più, la più emblematica forse quella di Tombanuova dove da un litigio tra bambini si crearono due fazioni tra 58 nuclei familiari, una situazione difficile che però è stata risolta grazie alla costanza e alla mediazione. A Rimini abbiamo una grande sinergia con Acer, così come con i mediatori, che sono fondamentali per prevenire problematiche sociali ad alta tensione. Viviamo in un mondo in cui le connessioni virtuali aumentano ma diminuiscono le relazioni personali, ecco perché pensare ai Social come un aiuto e un approfondimento, con la possibilità di darsi una mano, è sicuramente una grande opportunità».

 «L’edilizia residenziale pubblica è un settore dove le piattaforme digitali, dai social alle chat, possono giocare un ruolo fondamentale per abbattere le barriere, stimolare il dialogo e la partecipazione, dare nuove opportunità e strumenti di racconto e condivisione», aggiunge Di Costanzo, «il percorso con Acer Rimini è innovativo e può diventare un modello anche per altre realtà italiane. Da tempo stiamo puntando sulla qualità della comunicazione e informazione digitale attraverso numerosi percorsi e attività di divulgazione, formazione, ricerca, creazione di una comunità/community».

«Questo progetto è un intervento più articolato di quello classico di mediazione sociale negli edifici Acer perché va ad intervenire in realtà che presentano delle difficoltà di relazione e situazioni di conflittualità, ma anche potenzialità non utilizzare o utilizzate solo in parte, come sale o spazi esterni comuni da poter gestire», precisa Zavoli, «l’obbiettivo è incontrare gli inquilini e coinvolgerli nei tavoli di negoziazione, negli incontri pubblici, nel creare gruppi di lavoro, nell’ascoltare bisogni e risorse che le persone hanno. Andremo poi a capire come poter gestire le sale comuni, gli spazi verdi e le possibili attività di incontro, di relazione e scambio tra gli inquilini. Il nostro obbiettivo è quello di migliorare le relazioni tra inquilini e di permettere alle persone di vivere in contesto accogliente e positivo. La novità di questo progetto è che lavoreremo sia sulle relazioni reali che su quelle virtuali e pensiamo di farlo sia con i giovani che con i meno giovani». (f.v.)

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