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Lavorava da un'altra parte mentre è in malattia, licenziato: al processo testimonia un collega

L'operaio era stato pedinato da un investigatore assunto dai suoi datori di lavoro

Cronaca Rimini | 06:41 - 17 Febbraio 2020 Ingresso aula del Tribunale di Rimini Ingresso aula del Tribunale di Rimini.

Prosegue a Rimini il processo che vede imputato, per truffa aggravata, l'ex operaio di una ditta di Poggio Torriana, specializzata in assistenza e riparazione di veicoli industriali. L'uomo è accusato di aver utilizzato i permessi per malattia, riconosciutigli contrattualmente, per svolgere ulteriori attività lavorative. 
Nell'udienza che si è tenuta in Tribunale martedì scorso (11 febbraio) è stato sentito come testimone un suo collega, fratello della titolare della ditta, che si è costituita parte civile in giudizio ed è rappresentata dall'avvocato Dennis Gori. L'uomo ha riferito delle telefonate e delle visite di persone che cercavano l'imputato per dei lavori che gli erano stati commissionati, ma che aveva assunto per contro proprio e non per conto dell'azienda per la quale era assunto come dipendente. Nel marzo 2014 l'operaio accusato di "infedeltà" fu comunque licenziato, dopo essere stato sorpreso, qualche mese prima, nell'officina di Trento, presso la quale lavora attualmente: merito di un investigatore privato assunto dai datori di lavoro, che ne tracciò gli spostamenti con il Gps. Quel giorno a Trento, nell'ottobre del 2013, l'imputato risultava in malattia per problemi allo stomaco. Si difese sostenendo di essere lì per un colloquio di lavoro: un'argomentazione che però non è stata ritenuta sufficiente ad evitargli il licenziamento e che non gli ha permesso di vincere il ricorso promosso al giudice del lavoro contro quel provvedimento. Il solo fatto di uscire di casa e affrontare un lungo viaggio in automobile, secondo il giudice del lavoro, aveva fatto venir meno gli obblighi di diligenza, osservanza e fedeltà nell'esecuzione del contratto.