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Nel cuore di Cerasolo nasce e resiste Vyrus, azienda di moto artigianali riminese che domina il mercato globale

Dal 1985 produce pezzi unici per i gusti dei clienti di tutto il mondo. Quest'anno la moto più costosa

Attualità Rimini | 06:41 - 10 Febbraio 2020 Ascanio Rodorigo, fondatore della Vyrus, in compagnia dell'attore canadese Keanu Reeves, appassionato del prodotto italiano (foto di Chico de Luigi) Ascanio Rodorigo, fondatore della Vyrus, in compagnia dell'attore canadese Keanu Reeves, appassionato del prodotto italiano (foto di Chico de Luigi).

Dal 1985 ad oggi hanno prodotto circa 200 moto totalmente artigianali, assemblate secondo i gusti, le esigenze e le regole di omologazione di decine di Paesi in tutto il mondo. Quest’anno la sfida forse più grande, la costruzione e la consegna della moto più costosa, del valore di oltre 100mila euro, per un mercato che non parla più italiano ma quasi soltanto giapponese, inglese o statunitense.

Ascanio Rodorigo ha attraversato tutte le fasi della crisi economica e delle successive riprese in questi 35 anni, guardando al settore sempre con l’occhio di quel bambino appassionato di moto fin da piccolo, grazie alle gite con il papà. «Quando è stata ora di scegliere l’università ho preferito abbandonare gli studi e lanciarmi in questo settore. La nostra bottega è nata per sviluppare prototipi costruiti “one off”, per clienti esigenti e con caratteristiche particolari». Si è così ritrovato fin da subito catapultato nel mondo del custome made, del "fatto su misura", che dal 2000 si è tramutato anche per loro in produzione in piccole serie.

Oggi l’azienda, ben radicata a Cerasolo Ausa in provincia di Rimini, dà lavoro a 5 persone e non conosce crisi, pur navigando a vista, perché se è vero che in Italia di aziende come la Vyrus ce ne sono pochissime, come anche nel resto del mondo, gli alti e bassi si fanno sentire per tutti. «Siamo fondamentalmente in tre aziende a dare questo tipo di servizio ma i nostri competitors non riescono a sopravvivere, perché è un mondo estremamente complesso», all’interno del quale Rodorigo si pone come problem solver, il «direttore d’orchestra, perché mi occupo di forme estetiche, creazioni e innovazione».

L’aspetto incredibile di questa storia è il fatto di avere clienti in tutto il mondo disposti ad aspettare anche 2 anni e mezzo per poter avere un loro prodotto, una Vyrus senza scadenza, perché è talmente calibrata sui gusti e sulle richieste e frutto di innovazione tecnologica che non rischia di passare di moda. «All’atto pratico ci vogliono 5 giorni per assembleare uno dei nostri prodotti, ma i mesi servono per costruire a mano - e tutto in Italia, ndc - ogni singolo pezzo e per studiare tutte le normative degli Stati dove quel mezzo dovrà circolare prevalentemente». Ogni oggetto che però gira sulle due ruote non può che «appartenere al mondo dell’industria. Quando poi l’oggetto in questione deve sottostare a tutta la normativa sulla circolazione stradale ma anche sulle emissioni nocive, ecco perché le aziende nascono e muoiono velocemente. Fondamentale è la conoscenza per stare in quest’universo».

Rodorigo ci spiega che «non ci sono ordini più particolari di altri, hanno tutti una loro storia. Ci sono le moto più semplici e meno costose, quelle invece molto costose e più particolari. La nostra magia sta nel fatto che le nostre moto sono ancora attuali, non scadono, attirano l’attenzione». Anche di personaggi famosi: uno su tutti l’attore canadese Keanu Reeves, su cui era scoppiato il caso mediatico quando «in giro per i colli romagnoli il nostro gruppo ha preso degli autovelox e all’atto di consegnare la patente è venuto fuori che fra quelle c'era anche il documento di Reeves», ricorda divertito il titolare, «ma si tratta sempre di notizie indirette, noi non le comunichiamo mai in via ufficiale perché non vogliamo violare la privacy dei nostri clienti, anche se siamo onorati che molti personaggi importanti si siano rivolti a noi e continuino a farlo». Tra i clienti ci sono ovviamente anche diverse donne.

Se un'azienda si rivolge a un mercato estremamente settoriale, «anche noi abbiamo vissuto un po’ tutte le fasi della crisi economica, dai primi anni Duemila con l’estremo esubero e le tante moto fatte anche per il mercato italiano, forse le più belle che abbiamo mai realizzato, al 2007 quando sono andati in crisi le richieste dagli Stati Uniti e poi anche dall'Italia, un mercato che per noi è chiuso da oltre dieci anni». Fortuna che resiste la fetta di Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. «Siamo indietro di due anni con le consegne delle moto vendute, oggi la crisi non sappiamo nemmeno cosa sia».

Francesca Valente

Foto di Chico de Luigi, Francesco Rastrelli e di Luigi Candiotti