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Da Rimini le ‘pagelle generazionali’ di Sanremo 2020: padre e figlia commentano la finale

Giorgio Arcari e sua figlia Nairi, simpatici e anche un po’ irriverenti, si presentano ad Altarimini con le proprie pagelle

Attualità Rimini | 06:46 - 10 Febbraio 2020 Nairi e Giorgio Acari commentano Sanremo Nairi e Giorgio Acari commentano Sanremo.

Vengono da Rimini, un padre e una figlia si sono divertiti, facendo le ore piccole, a commentare la finale del festival di Sanremo dando le loro pagelle secondo due punti di vista generazionali. Nessuno l’avrebbe mai detto che i giudizi potessero essere così genuini e empatici: a noi hanno strappato più di una risata. Sono Giorgio Arcari e sua figlia Nairi, estrosi e anche un po’ irriverenti che per Altarimini stilano le proprie pagelle.

CHI SIAMO
Nairi Arcari. Capitata qui per caso. Rimpiange tutto il sonno e i bei sogni persi per guardare questo festival. Magari ora penserete ‘Non sarai stata troppo cattiva?’
No. In fondo è divertente solo per questo.

Giorgio Arcari. Scrittore milanese trapiantato a Rimini, come praticamente tutti gli scrittori Riminesi. Autore di Neri Paradossali e LoveSongs, insegna scrittura creativa e terrorizza i suoi allievi con la sua mania per la ritmica, che spesso trova più in loro che a Sanremo. È il direttore della casa editrice romagnola Sabir Editore e fa tante altre cose fighissime ma adesso la redazione l’ha beccato che si sta facendo pubblicità quindi basta.


IL RESOCONTO GENERAZIONALE
Siamo arrivati alla fine di un’altra edizione di Sanremo, che per durata vale almeno due. Il prossimo febbraio quindi la liturgia prevederà il 72° Festival di Sanremo. Il 71° verrà assegnato d’ufficio a Bugo e Morgan. Sublimi. In una edizione dove la gag più abusata è quella sugli ismi, loro trionfano con il nullismo. Oh, grande successo di pubblico, quindi ha avuto ragione Amadeus, che come conduttore sdogana un festival formato elefantiaco, 5-6 ore a puntata. Davvero troppo, una violenza che cannibalizza anche lo spazio sempre interessante del dopofestival. La cosa pazzesca è che arrivi tutte le notti alle 2 ancora davanti a RAI 1, con le capacità principali ridotte a quelle di un neanderthal non particolarmente brillante, un filo di bava che fa capolino, praticamente attorcigliato al bracciolo del divano perché nel frattempo la fidanzata e i gatti non hanno retto l’eccitazione e si sono spalmati manu militari sul resto del divano… ma sto divagando. Dicevo, ti riprendi ai saluti delle 2 e anche più del mattino e pensi nell’ordine:
Ma quanto è tardi!
Domenica non  mi sveglierò mai!
(ok, l’indomani al sesto caffè, con qualche neurone che a fatica riparte)
Si ma… per quale motivo si è fatto così tardi?
Ospiti non moltissimi, canzoni la quantità di sempre, la pubblicità non sarà mica così maggiorata rispetto agli ultimi anni. Quindi perché si è fatto così tardi? Non si spiega. La mia ipotesi è che queste TV moderne abbiano l’attention system come le automobili. Se ti abbiocchi si fermano e aspettano che ti riprendi per guardare tutto il guardabile. Senza sconti, senza pietà. Poi probabilmente si esagera, l’organismo si ribella e comincia a produrre tossine e incubi. Durante la finale, saranno state le due passate ormai, ho avuto probabilmente un collasso e devo aver sognato che due araldi dell’apocalisse – che come è noto sono i musicisti reggaeton – avessero occupato il palco di Sanremo cantando a caso canzoni di Enrique Iglesias. Una cosa del genere non potrebbe mai succedere nella realtà, ma vi assicuro che è stato bruttissimo. Per fortuna poi mi sono ripreso in tempo per vedere Diodato ergersi contro i mostri lanciati da Vega, i Meganoidi (no, non il gruppo ska), il Team Rocket e il peggiore di tutti, Gabbani.  Anche quest’anno lo dichiaro come l’ultimo di attività del pagellone, troppa fatica, ho un’età, salvo poi probabilmente crogiolarmi nell’amnesia collettiva del prossimo inverno. Ma, perché c’è sempre un ma, da quest’anno abbiamo una nuova speranza, l’eroina che non ci meritiamo ma di cui avevamo bisogno: mia figlia Nairi che, raggiunta la soglia dei quattordici anni, si appresta a sostituirmi con lo stesso orecchio eccellente, lo stesso sarcasmo, la stessa cattiveria gratuita. Deve solo migliorare un po’ i gusti ma per quello c’è tempo. Pensate che le piacciono Irama e Ultim… ah, ha anche la mia stessa capacità di guardare malissimo la gente. Andiamo alle pagelle, che ha pure la mano pesante… no aspe’, molla la tastiera!

Pensavate di dovervi sorbire solo la solita pagella, alla fine sempre uguale? E invece no. Invece quest’anno dovrete sopportare anche me, forse più cattiva del mio obsoleto collega. Preparatevi a un massacro generale perché questo Sanremo non è che abbia spiccato granché. Comunque si vedrà, ricordatevi che io fungo da Alessandro Borghese, posso confermare o ribaltare il risultato.

CONDUTTORI

Rifiuto di dare il voto alle tante donne chiamate sul palco, una roba pessima, molto peggiore delle gaffe fatte da Amadeus prima del Festival. Alcune erano lì solo perché belle, inutile che poi montate tutte quelle battutine da paraculi per far finta di essere qualcos’altro. Brava la Jebreal, bravissima la Clerici. Tutte quante “utilizzate” malamente.
 
Amadeus: è necessario dividere il voto tra conduzione e direzione artistica. Si appoggia a uno strepitoso Fiorello per mettere pezze ovunque serva, torna in sostanza a dieci anni fa con delle vere a proprie vallette (fatta eccezione per una brillante Clerici che rubacchia un po’ di spazio). Anche gli ospiti, capisco l’omaggio al suo pubblico di riferimento (i centenari) e non nego un po’ di effetto nostalgia con i Ricchi e Poveri, ma quanta vecchità. Malgrado questo, alla fine è quello che sul palco si mostra meno di tutti, grande generosità per quelli che ha coinvolto. È palesemente e sinceramente dispiaciuto quando si trova in mezzo a casini non combinati da lui e si sbatte per risolverli. Quindi conduzione 5. In compenso, come direttore artistico be’... 5: sbaglia un sacco di inviti, dai fenomeni da baraccone Morgan e Bugo a figure che si sovrappongono, indice di poca conoscenza del genere (Rancore e la sua brutta brutta copia Anastasio, per non parlare di Junior Cally). Mortifica le nuove proposte con una gara del tutto separata e insulsa, di un livello qualitativo bassissimo. Tornerà di sicuro l’anno prossimo, speriamo con un cambio sostanziale. Per ora un enorme passo indietro come qualità e come show rispetto alle edizioni di Baglioni.

Moscio moscio, non ha il giusto coinvolgimento per condurre Sanremo e tenere gli spettatori davanti alla TV. In più la scelta artistica dei concorrenti e degli ospiti lascia un po’ a desiderare. Unico momento in cui c’è stato un minimo di brio è stata l’improvvisazione con Fiorello prima delle premiazioni. 5

Fiorello: meraviglioso. Anche quando fa le battute sulla prostata. Senso del ritmo, della posizione, sesto senso sempre acceso su palco e pubblico. Disinnesca praticamente ogni tempo morto o problematica. Amadeus si appoggia a lui in modo quasi commovente e tutti fanno finta di non vedere che siamo di fronte a una co-conduzione, con Fiorello nel ruolo foglia di fico del battitore libero. Proprio per questo, però, funzionano. Pazzesco durante la finale come, all’ingresso appena ritardato di Grigolo, lui appaia per essere pronto eventualmente a coprire. Un fiuto pazzesco. 8

Menomale, menomale e ancora menomale che c’era Fiorello. È stato l’unico a tirare su questo Sanremo, che se no sarebbe stato peggio di un sedativo per elefanti (anche se in certi punti lo era comunque). Tutti i suoi siparietti sempre carini e coinvolgenti. 9


NUOVE PROPOSTE

Eugenio in Via Di Gioia – Tsunami
Si giocano la carta stravaganza e mettono in scena un paio di trovate carine, anche se un po’ ingenue (come quella di suonare la “tastiera”). Interessanti. Naturalmente vengono eliminati subito. 6.5

Eugenio in via di gioia – Tsunami
Personaggi ambigui con canzone ambigua.  Il frontman sembra un po’ il sole dei Teletubbies con quel sorriso (con tanto di cappellino giallo), però resta davvero una bellissima esibizione in quanto a presenza scenica, band e tutto. 8

Fadi - Due noi
L’Eagle Eye Cherry della Romagna alterna il ripetere a profusione “per le strade di Bologna” a momenti in cui urla. Così, a caso. Nell’ultima parte della canzone, impegnandosi, riesce anche a fare entrambe le cose contemporaneamente. Prima di tornare all’anonimato ci piazza un bel “Viva la Romagna, viva il  Sangiovese” che tocca noi cuori sensibili e fa lievitare il suo voto a 5

Fadi – Due noi
Testo che ha principalmente due parole, steccate assurde e poi soprattutto, ma perché sente questo bisogno di urlare? C’era qualche problema di amplificazione? Qualcuno me lo dica che se no non si spiega. 4

Fasma - Per sentirmi vivo
Tra i quattro semifinalisti l’unico decente e viene ovviamente eliminato per primo. Il pezzo non è male e per quanto l’autotune sia uno strumento che già dal ‘600 è punito con il rogo, ne fa un uso non eccessivo e abbastanza intelligente. La musica non è originalissima. 6.5

Fasma – Per sentirmi vivo
La prima cosa che gli va riconosciuta è che lui è uno dei pochi che sa usare l’autotune nel modo giusto, poi in questa canzone ci stava anche bene. Il testo in se mi piace molto e non è una di quella canzoni che si sentono tutte uguali alle altre. 8,5

Gabriella Martinelli e Lula - Il gigante d'acciaio
Le migliori delle nuove proposte per distacco. Probabilmente un testo troppo “grande” per chi si è trovato a giudicarlo. Musicalmente trovo questa versione al femminile di Caparezza molto interessante. 7.5

Gabriella Martinelli e Lula – Il gigante d’acciaio
Il testo è molto profondo e interessante. Purtroppo non è un genere che mi prenda particolarmente e non è un tipo di performance che riesco a giudicare con facilità, ma riconosco che l’esibizione è fatta bene, quindi 6,5

Leo Gassmann
Canzone: 'Vai bene così'
Canzone clamorosamente copiata da Ultimo, che già non è che fosse chissà che. La sua vittoria è solo un’altra dimostrazione dell’involuzione del Festival sezione nuove proposte sotto la gestione Amadeus. Inutile. 3

Leo Gassman – Vai bene così
Allora penso che l’unica spiegazione che io possa dare sia “e ci sarà, il ballo delle incertezze, ci sarà, un posto in cui perdo tutto”. Ah no, questa è solo una sottospecie di cereali sottomarca che cerca di copiare Ultimo, ma leggermente proprio, senza successo, perché la canzone è riuscita comunque a risultare orribile. 2

Marco Sentieri - Billy Blu
Metrica elementare, musica banale e strasentita. Sia Sentieri che il brano sono così irritanti che prima della fine del pezzo ti ritrovi a fare il tifo per il bullismo nelle scuole. Quando si dice raggiungere lo scopo. 2
Marco Sentieri – Billy Blu
Ma sbaglio o è esattamente la copia di seimila altre canzoni del genere. La tematica era anche una cosa seria, ma sviluppata in un modo per niente coerente con l’intenzione della canzone. 4

Matteo Faustini - Nel bene e nel male
Canta di quegli assoluti che giustamente può permettersi solo chi è così giovane. Molto meglio così che certi suoi coetanei che parlano di lunghi amori tormentati ed esperienze vecchie di anni, probabilmente di quando frequentavano la quarta asilo. La musica è abbastanza elementare, molto bene la voce. Lui fa piuttosto tenerezza. 6.5

Matteo Faustini – Nel bene e nel male
Il timbro e la metrica sono molto particolari e rendono più interessante un’esibizione un po’ scarsina a livello di presenza scenica e musica. Il ritornello abbastanza carino e raccoglie il senso del testo. Tutto sommato 6

Tecla Insolia - 8 Marzo
Tecla ha due anni più di mia figlia e sembra di sentire una con vent’anni più di me, a confronto pure la Tatangelo sembra un’artista sperimentale. Complimentoni a chi ha pensato di mettere un brano del genere in mano a una sedicenne. La vecchitudine, proprio. 3

Tecla – 8 marzo
Il testo poteva anche essere carino, a non adatto a come lei si presenta, così come lei potrebbe essere un talento, ma sicuramente in questo caso sprecato. 5,5

BIG

Achille Lauro - Me ne frego
Vado un po’ controcorrente. Per quanto Achille Lauro sia una delle rivelazioni del Festival a livello di spettacolo e anche musicalmente abbia fatto cose ottime (la sua è la prima versione maschile di un brano di Mia Martini veramente rispettosa, cantata insieme a una Annalisa straordinaria), bisogna pur sempre considerare la canzone in gara e non solo le mise geniali e la capacità di provocare e intrattenere. La canzone, diciamocelo, è la stessa dell’anno scorso, praticamente identica, con qualcosa tratto da Fiori Rosa (sempre dell’anno scorso) tanto per gradire.
Sarebbe da 9 come performer, ma bilanciando il voto con il brano 7

Achille Lauro – Me ne frego
Penso di sentirmi in dovere di adorarlo solo per la performance. La canzone è esattamente identica a quella dell’anno scorso, anzi forse è anche la stessa, ma non importa. Il duetto con Annalisa aggiunge almeno mezzo punto, perché ovviamente lei non può che essere spettacolare, lui invece mi fa completamente perdere in aspetti quasi teatrali. In quanto personaggio fuori di testa, per me è un 9,5

Alberto Urso - Il sole ad est
C’è da dire che Alberto Urso era molto meglio come interprete del sicario di “Altrimenti ci arrabbiamo” che come cantante.A parte questo, basta con ‘sta cosa del bel canto lirico. Già la lirica ha esaurito la sua funzione almeno 90 anni fa, poi Urso nemmeno fa il cantante lirico. Fa semplicemente il vocione. E lo fa per cantare canzoni di merda. Ah, il titolo è pure sbagliato, la d eufonica va solo a dividere sue vocali uguali. 1

Alberto Urso – Il sole ad est
Non so se sia peggio la sua canzone e performance singola o il duetto con la Vanoni. Tanto sappiamo che dentro hanno entrambi 80 anni quindi non ha senso parlarne. 3

Anastasio - Rosso di rabbia
Anastasio non è un rapper (per quello citofonare Rancore), è solo uno a cui la metrica viene naturale. Si presenta con un brano esattamente uguale – ma va? - a tutti gli altri suoi brani, come sempre del tutto slegati da musica mai originale (in questo caso è una versione hello kitty di “Killing in the name” dei Rage Against The Machine). Si permette anche di assassinare un brano enorme come “Spalle al muro” (con la veramente non comprensibile complicità della PFM), che evidentemente non comprende. 4

Ananstasio – Rosso di rabbia
Insomma lui con me parte un po’ avvantaggiato in quanto l’ho sempre adorato e sempre lo adorerò. La canzone a me piace tantissimo, sia come testo che come ritmica. Magari non è uno dei suoi lavori migliori, ma sempre molto bravo. 8

Bugo e Morgan - Sincero
Un cantautore estremamente mediocre e uno che è stato geniale, ma ormai perso da anni in nebbie non sempre e solo del tempo: cosa potrebbe mai andare storto? Brano in gara meno che mediocre, un disastro su Endrigo nelle cover. Ma poi arriva il colpo di genio, quello che è successo venerdì notte a Sanremo, davanti agli occhi di noi eroi ancora svegli, rimarrà negli annali. Cannibalizzano qualsiasi attenzione, si parlerà solo di loro fino ai prossimi tormentoni estivi. Epicamente cialtroni, cialtronamente epici. 10 e lode

Bugo e Morgan – Sincero
Beh in effetti ciò che quello stralunato di Morgan aveva da dire a Bugo lo ha detto in modo completamente sincero, quindi effettivamente è coerente con la canzone. Io sinceramente sotto il video ci sento bene “addio, addio, amici addio, noi ci dobbiamo lasciareee”. Beh dai sarà un po’ quello che stava pensando Bugo, sempre che sia andata realmente così. 3

Diodato - Fai rumore
Tocca arrivare quasi a metà articolo per poter cominciare a parlare di musica. Diodato porta un pezzo solido e piacevole, che migliora ascolto dopo ascolto. Ha una gran voce e ne è consapevole, tanto che gioca parecchio con rimandi stilistici a Matt Bellamy dei Muse (nella terza serata anche con l’abito). Straordinario con la Zilli nella cover di 24.000 baci. Gli manca forse un brano veramente giusto per fare definitivamente il salto tra i grandi ma già questa volta ha fatto una gran cosa e gli viene riconosciuto. Vince Sanremo, vince il premio Mia Martini e il premio Lucio Dalla, meritatissimi anche loro, esorcizza il demone Gabbani e probabilmente si è anche fermato dopo il finale per verificare che tutte le luci del teatro fossero spente. Ho letto critiche sul fatto che verrà stroncato all’Eurovision e può anche essere, ma magari sarà anche ora di capire che, con due festival di formato così diverso, continuare a inviare in gara in Europa la canzone che vince un Sanremo basato su tutt’altro non è esattamente un’idea geniale. Per Diodato un meritato 9.5

Diodato – Fai rumore
Non riesco proprio ad apprezzarla, mi sembra solo l’ennesima, classica, canzone Sanremese. Non ci trovo proprio nulla di particolare. Il duetto con Nina Zilli aggiunge un mezzo punto perché è un’esibizione fatta davvero bene in tutto e per tutto, con la giusta energia e la giusta classe. 5,5

Elettra Lamborghini - Musica (e il resto scompare)
Cosa vuoi dirle? Chiaramente non dovrebbe nemmeno esserci, a Sanremo. Non ha alcuna qualità canora e se ne rende anche perfettamente conto. Però, o forse anche per questo, più che fastidio fa tenerezza, anche perché è simpatica e non si prende minimamente sul serio. Fantastica la sua battuta venerdì notte alla notizia della squalifica di Bugo e Morgan (no, raga, allora vuol dire che arrivo io ultima, che vita di merda. Poi non arriverà ultima, il karma giustamente punisce Riki, Junior Cally e avrebbe dovuto punire anche la Angi), che le vale svariati punti in più. 5

Elettra Lamborghini – Musica e il resto scompare
La canzone non ha un senso e lei non ha un minimo di voce, e per questo 2.
Voto personaggio: 8

Elodie – Andromeda
Fidanzata con Marracash, brano di Mahmood, nei duetti si è esibita con il maestro Ahmad. È lei la cantora del piano kalergi che noi amiamo.
Brava, bella voce, grande presenza scenica ed è pure splendida. La canzone funziona alla grande e sarà uno dei tormentoni del futuro prossimo venturo. L’unico dubbio che ho su di lei è che questo pezzo sia di Mahmood e si sente tantissimo nell’interpretazione che ne fa, un po’ come in passato si sentiva tantissimo nella sua interpretazione l’origine dei pezzi scritti dalla Marrone. Deve trovare insomma un po’ più di personalità. 7.5

Elodie – Andromeda
Si sente leggermente, ma proprio leggermente, da chi è stata scritta la canzone. Non so probabilmente Elodie è una specie di transformer che diventa Mahmood in 6 secondi scarsi. In sé la canzone è molto bella, ma non è possibile avere due Mahmood, quindi 6,5

Enrico Nigiotti - Baciami adesso
Nigiotti sembra uno di quei casi umani che ancora si trovano nei paesini di collina toscani. Un mistero come possa fare il musicista. Si porta la chitarra e nessuno capisce il perché fino all’ultima serata dove guadagna mezzo punto suonandola 3 secondi netti. Completamente irrilevante. 3.5

Enrico Nigiotti – Baciami adesso
Canzone un po’ debole, lui non è che abbia grandi capacità canore. Però una cambiamento l’ultima serata l’ho notato: la chitarra non è più un accessorio… Wow! Si fanno miglioramenti. 4

Francesco Gabbani – Viceversa
Gabbani non è un cantante, è un performer. Quando non ha la possibilità di fare un po’ il pagliaccio annoia a morte (infatti va molto bene nella serata delle cover). Non a caso lo si vede a Sanremo e in pochi altri posti, poi probabilmente lo mettono nell’armadio con l’antitarme fino alla volta successiva. La canzone in gara ha davvero poco da dire, se non invogliare a colpire le smorfiette che fa a sproposito con qualcosa che lo rappresenti. Tipo dell’ottimo marmo della sua città di origine, Carrara. Come diceva il Grande Stanis La Rochelle in Boris, “I toscani hanno devastato questo paese”. 4

Francesco Gabbani – Viceversa
Canzone proprio insulsa, non mi dice nulla, testo quasi senza senso, rimpiango il gorilla. 4

Giordana Angi - Come mia madre
Ogni anno dobbiamo pagare una tassa ai talent e in particolare alla De Filippi. Raramente, quasi mai, sono veramente talenti (Annalisa, la stessa Elodie). Quasi sempre sono personaggi che farebbero con profitto altro, tipo defogliare grondaie. La Angi è la peggiore: qualsiasi cosa canti, non emerge l’emotività della canzone, solo quella della Angi, sempre la stessa, in una sorta di insopportabile autismo musicale. Quello che fa al brano della Martini è da radiazione immediata. Terribile. 0.5

Giordana Angi – Come mia madre
Molto interessante il suo timbro, il testo nulla di che ma lei mi piace lo stesso, certo non è che sia uno dei lavori migliori di Sanremo ma non la trovo per niente male, e mi piace anche come sta sul palco. 6,5

Irene Grandi - Finalmente io
“Se vuoi fare sesso facciamolo adesso”. Uao, che trasgre. La Grandi si sbatte anche, ci mette energia, ma la canzone è veramente pochissima cosa, una roba anni ‘90 nel senso più deleterio del termine. Anche nella cover non incide. 5

Irene Grandi – Finalmente io
Beh dai tutto sommato non è orrenda, energica comunque, ma nulla di che, canzone molto scarsa. 5,5

Junior Cally - No grazie
Tutta questa polemica per partorire ‘sta mezza cagata. Che poi, uno si aspettava chissà cosa una volta la maschera e ti ritrovi questo tipo che è una via di mezzo tra il rappresentante del Folletto e l’impiegato delle poste. Mah. 3

Junior Cally – No grazie
Ma scusate dov’è il problema? Tanto si commenta da solo, si dice anche no grazie. Che si dia retta però un giorno o l’altro. 3,5

Le Vibrazioni - Dov’è
L'unica cosa decente della canzone de Le Vibrazioni è quello che la canta con la lingua dei segni. Una bella idea. Amadeus venerdì ne approfitta per ricordare che comunque su Raiplay lo fanno per tutte le canzoni. Crudele. Inspiegabilmente arrivata così in alto, probabilmente grazie solo all’influsso del potere mistico di Beppe Vessicchio, che evidentemente si è prestato solo per seminare caos, discordia e pessima musica all’interno dell’irriconoscente RAI. 4

Le vibrazioni – Dov’è
Io invece mi chiedo dov’è che li hanno pescati questi. Poi comunque qualcuno deve farmi il favore di spiegarmi perché sono così in alto in classifica, io personalmente non ci arrivo. In più tutte, ma proprio tutte le loro canzoni hanno la stessa identica base. Per poterli giudicare servirebbe un venticinquesimo posto. 0

Levante - Tikibombom
Per me una rivelazione. A volte troppo pesante, a volte troppo evanescente, a volte con musica mediocre, Levante non mi aveva mai convinto fino in fondo. Questo pezzo invece è perfettamente bilanciato. Brava, brillante, la interpreta anche alla grande, in crescendo durante la serata. Nei duetti forse un po’ legata in partenza ma poi si scioglie. Inoltre, porta sul palco la bravissima Maria Antonietta. 7

Levante – Tikibombom
Timbro davvero unico e sempre riconoscibile, testo molto bello e particolare. Una delle esibizioni migliori in assoluto penso. 8,5

Marco Masini - Il confronto
Per quanto mi sia sforzato non ho mica capito che diamine volesse dire con questa canzone. La sensazione, rispetto alle ultime uscite, è quella di una grande involuzione e spiace molto. Si becca anche l’invettiva della mia compagna che “ormai tutti con la barba in quel modo, tutti uguali sono, non li si riconosce neanche più”. Nella serata cover fa un disastro insieme ad Arisa massacrando Vacanze Romane, canzone nota per essere cantata unicamente dalla Ruggiero. Peccato. 5

Marco Masini – Il confronto
Ninna nanna ninna oh…. No no, sono sveglia eh, sì sì. Ok buonanotte. 3

Michele Zarrillo - Nell’estasi o nel fango
Per Zarrillo spiace ogni volta. Grande professionista, preciso, educato, umile, simpatico ma, due minuti dopo che ha cantato, già si fa evanescente il ricordo della canzone. Quest’anno porta un pezzo tipico anni ‘90 sanremesi, che si sentono tutti. Bravo sul duetto insieme a Fausto Leali. 5.5

Michele Zarrillo – Nell’estasi o nel fango
Altra canzone moscia sanremese, non resta niente, ma proprio niente niente. 5

Paolo Jannacci - Voglio parlarti adesso
Assomiglia talmente tanto al padre che ogni volta è una strizzata al cuore. La serata delle cover questa sensazione era quasi straniante. Il brano in gara è di una dolcezza incantevole e struggente, una dedica meravigliosa alla figlia, ma va anche detto che Jannacci, musicista eccellente, voce proprio non ne ha. Bravo lui già così, ma se l’avesse scritta per un interprete più forte saremmo di fronte alla versione italiana di “Father&Daughter” di Paul Simon. Inoltre, nostalgia canaglia per il babbo. 7,5

Paolo Jannacci – Voglio parlarti adesso
Dedica tanto tanto carina, non il capolavoro dei capolavori, ma davvero emozionante e profonda in ogni caso. Molto dolce. 7,5

Piero Pelù - Gigante
Viene a Sanremo per festeggiare i 40 anni di carriera del nonno rock. Energia infinita, stato di forma pazzesco, mestiere, voce, simpatia. Nella cover di cuore matto è semplicemente eccezionale. Gli si perdona la vaccata della matita da leccare prima del voto di qualche anno fa. Gli si perdona persino Eutopia, via, esageriamo. Gigante lui 8.5

Piero Pelù – Gigante
Non è un genere che apprezzo particolarmente, ma almeno porta un po’ di energia. Poi è comunque particolare, senza infamia e senza lode. 6,5

Pinguini Tattici Nucleari - Ringo Starr
Bravissimi, divertiti e divertenti, ma non commettete l’errore di considerarli la quota “Stato sociale”. Questi sanno suonare e cantare benissimo e non servono baracconate. Un po’ gigioni, un po’ Elii nella serata cover, ma hanno una loro splendida originalità. Io però sono malizioso e mi viene da pensare che, forse, mentre componevano Ringo Star gli è capitato di guardare un po’ troppa pubblicità: https://youtu.be/SkoVsYfY6SY
Scherzo. Comunque tra i migliori 8.5

Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr
Migliore performance di tutte, canzone che ti prende e poi nell’ultima serata hanno evitato di far addormentare metà pubblico penso, quindi solo per questo meritano. Il medley fatto poi nella serata delle cover è stata un’altra delle esibizioni più belle, ti prendono proprio. 10

Rancore - Eden
Anasta’, Cally, ecco, questo è rap. Tornate alla prossima sessione preparati. Il pezzo in gara è bellissimo, parte la prima sera un po’ legato – o meglio, slegato, tra le varie strofe – e va migliorando fino all’esibizione finale, a un orario indecente ma comunque fantastica. In più, la cover di Luce che fa con Dardust e La Rappresentante di Lista è di una bellezza assurda, da pelle d’oca. Strepitoso. 9

Rancore – Eden
Testo davvero stupendo, carica assurda e presenza scenica al top. Anche il duetto con La rappresentante di lista è stato spettacolare, forse il migliore, non mi spiego proprio il posto in classifica. 9

Raphael Gualazzi - Carioca
Lui è un virtuoso, la cover di “E se domani” fatta con la meravigliosa Simona Molinari è da applausi a scena aperta. Il brano in gara non ha in realtà nulla che non vada, ma non ho potuto fare a meno di sentire qualcosa di stentato a ogni esibizione, anche durante la finale. Forse non era esattamente nelle sue corde, forse un po’ maccheronico nel cercare di allontanarsi dal suo jazz. Ma poi, chissà perché. Infatti viene sorprendentemente punito anche dagli addetti ai lavori. 6.5

Raphael Gualazzi – Carioca
Bello strano anche lui, in realtà non sono nemmeno riuscita a comprenderlo del tutto, ma almeno ha ravvivato un pochino il tutto. Sicuramente poi sa benissimo come giocare le sue carte in un’esibizione e si vede, bravo bravo. 8

Riki - Lo sappiamo entrambi
Ma che gli vuoi dire a Riki? Un altro dei sotto prodotti di scarto della De Filippi che fa una roba che poco ha a che fare con la musica, scontata e vecchia e stravecchia. Poi, dato che spesso la sfiga si accanisce, si presenta il venerdì con gli occhiali e sembra Fusaro. Merita quattro punti in più per pura pietà, quindi 3.

Riki – Lo sappiamo entrambi
2. Ah bisogna anche motivare? Beh probabilmente sulle tre canzoni che ha fatto ha usato sempre la stessa base. Altra cosa, il testo è del tutto inutile e neanche ce la fa a non stonare. Niente ho cambiato idea, 1.
Ps. Carino il cosplay di Jack del Titanic nella serata delle cover, ma non è servito a migliorare quello scempio chiamato stranamente esibizione.

Rita Pavone  Niente (Resilienza 74)
Solitamente riservo alle vecchie glorie, sempre presenti a Sanremo, un rispettoso S.V., ma la Pavone non la reggo e fosse per me le farei trovare un Pearl Jam diverso tutti i giorni nella casella della posta, quindi ciao Pavo’, ciao. Una Dorian Grey che non ha capito la cosa del ritratto. Nella serata delle cover pareva evidente che persino a Minghi con cui ha fatto il duetto stesse sul culo. La canzone non è né carne né pesce né verdura né minerale né… ok, si è capita. Ma, onore delle armi, non si può negare che abbia ancora una grande grinta e una grande energia. Usatela per rimandarla in Svizzera. 2

Rita Pavone – Niente (resilienza 74)
Io ho seriamente paura che possa crollarci lì da un momento all’altro visto quanto si agita. Canzone che effettivamente non dice niente, coerente almeno. 4 

Tosca - Ho amato tutto
Classe infinita, gran voce, bel testo, arrangiamento non banale. Nella serata cover semplicemente meravigliosa con Piazza Grande. Forse qui bisognerebbe aprire un discorso sul fatto che questo brano nasca e muoia a Sanremo, sarà passato pochissimo in radio, avrà un mercato minimo di appassionati, arriverà a stento su spotify. Però a Sanremo conta il momento e contano le canzoni. E questa è incantevole. 9

Tosca – Ho amato tutto
È sicuramente molto elegante, ma la trovo un po’ monotona e senza grande coinvolgimento, sarà anche perché non è un genere di canzone che posso giudicare, però non ci vedo nulla di speciale, molto simile a tante altre canzoni viste e riviste a Sanremo. Il duetto invece è su “Piazza grande” è stato uno dei più belli, per quello complimenti. 6,5