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Psicosi coronavirus, ristoranti cinesi a Rimini hanno perso il 70% dei clienti

Lo spiega Confcommercio Rimini: "Paura ingiustificata, la filiera di questi ristoranti è fatta di prodotti italiani"

Attualità Rimini | 13:22 - 08 Febbraio 2020 Lo staff del ristorante Okinawa con il presidente di Confcommercio Rimini Gianni Indino Lo staff del ristorante Okinawa con il presidente di Confcommercio Rimini Gianni Indino.

Cena orientale per abbattere i pregiudizi. Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino, ieri sera ha portato la solidarietà dell’Associazione ad un imprenditore vittima, come molti altri, del pregiudizio e della disinformazione. Una serata dal forte valore simbolico trascorsa tra amici al ristorante Okinawa di Rimini che dopo l’esplosione del caso Coronavirus, ha subito un pesante calo di presenze e fatturato al pari dei ristoranti cinesi e degli altri ristoranti orientali anche sul nostro territorio.

Quella che si è innescata è una preoccupazione del tutto ingiustificata – spiega il presidente Indino –, eppure la situazione sta degenerando in maniera eccessiva e dai nostri associati rileviamo cali con punte che sfiorano anche il 70 per cento, con ricadute molto negative sulle attività. La filiera dei ristoranti cinesi è fatta di prodotti italiani, cucinati e proposti maniera orientale. Quindi la paura è ingiustificata e credo che in questo momento il miglior vaccino sia quello contro le informazioni false che creano panico e alimentano pregiudizi. Per fortuna ci sono tanti nostri concittadini che non ascoltano fake news né pregiudizi e continuano a frequentare i ristoranti cinesi e orientali. Nel ristorante in cui mi trovavo c’era un compleanno con famiglie di diverse nazionalità  e tanti bambini. Vorrei si ripartisse da qui, da questo messaggio di integrazione e solidarietà,  qualità tra le più belle della nostra comunità, per guardare avanti e superare questo momento di ingiustificata difficoltà”.