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Maestre precarie non assunte, Comune di Rimini: "ecco perché è stato scelto il concorso pubblico"

Sono 1.365 le candidature pervenute per la partecipazione al concorso che si svolgerà in primavera

Attualità Rimini | 13:53 - 05 Febbraio 2020 Asilo nido (foto di repertorio) Asilo nido (foto di repertorio).

L'amministrazione comunale di Rimini ribadisce i motivi che hanno portato alla scelta di indire un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di undici educatori nido di infanzia (al concorso in primavera parteciperanno 1365 candidati), a scapito degli educatori precari, a seguito delle proteste dei sindacati Uil e Cgil, ma soprattutto del ricorso in Tribunale promosso da alcuni precari contro il concorso. 

In primo luogo, argomenta l'amministrazione comunale, si vuole dare possibilità a chi si è laureato dopo il 2008 di poter concorrere per un posto a tempo indeterminato: centinaia di insegnanti di ogni età, che finora non avevano avuto possibilità, visto che l'ultimo concorso era stato indetto nel 2007. Anche perché le graduatorie, per legge, dovrebbero avere validità triennale, invece dal 2008 sono state prorogate fino alla fine del 2018, prima dell'indizione del nuovo concorso che si terrà in primavera. L'amministrazione comunale spiega che sarà comunque valorizzata l'esperienza professionale maturata dalle educatrici precarie: a loro sarà riservato il 40% dei posti. "Va inoltre considerato che per essere assunte è sufficiente che queste educatrici conseguano l'idoneità, a prescindere dalla collocazione in graduatoria", spiega l'amministrazione comunale. 

In secondo luogo la stabilizzazione del personale precario, secondo la legge statale (Decreto Madia) è una facoltà per le amministrazioni comunali, uno strumento alternativo a quello del concorso, che al contrario, evidenzia l'amministrazione comunale, "è la regola generale per antonomasia per l'accesso all'impiego pubblico indicata dall'art. 97 della Costituzione".