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Le associazioni di categoria fanno quadrato contro il nuovo centro commerciale di Misano

"Per ogni assunto al centro commerciale si perdono 4 posti nei negozi di vicinato", spiegano le associazioni commercio e artigianato

Attualità Misano Adriatico | 15:48 - 04 Febbraio 2020 Da sin. in alto: Gessi (CNA), Gaia (Confesercenti), Zanzini (Federmoda), Badioli (Confcommercio), Mauri (Confesercenti), Vagnini (Confesercenti), Suzzi (Confartiginato) Da sin. in alto: Gessi (CNA), Gaia (Confesercenti), Zanzini (Federmoda), Badioli (Confcommercio), Mauri (Confesercenti), Vagnini (Confesercenti), Suzzi (Confartiginato).

Scade il prossimo 8 febbraio la proroga concessa da Comune di Misano Adriatico e Provincia Rimini per la chiusura della conferenza dei servizi cittadina destinata a ratificare l’accordo di programma di variante urbanistica, per la possibile costruzione di un nuovo centro commerciale nell’area Bandieri sul territorio di Misano Adriatico. 

Al progetto esprimono la loro piena contrarietà, come è emerso ieri (lunedì 3 febbraio) a Cattolica durante un incontro tra i rispettivi rappresentanti, le maggiori associazioni di categoria del territorio: Confcommercio, Confesercenti, CNA, Federmoda. Infatti, all’interno del triangolo geografico Savignano, Pesaro, San Marino, dove sono già aperti e operativi più di 10 Ipermercati, "l’avvio dei lavori di un centro commerciale di oltre 32mila mq, rappresenterebbe solo una nuova e inutile ferita ambientale e urbanistica", spiegano in una nota congiunta.

"L’ennesima colata di cemento, nociva per ambiente e paesaggio, destinata a creare un’ulteriore aumento del traffico automobilistico. Soprattutto, priva di alcuna positiva ricaduta economica e occupazionale per il territorio e i suoi cittadini", accusano nella nota. Secondo i dati statistici del Centro Studi Confcommercio per ogni nuovo assunto in un Iper si perdono, infatti, 4/5 posti di lavoro nei negozi o nelle attività di vicinato. Il tutto in un Paese dove negli ultimi 5 anni hanno chiuso il 15% dei negozi dei centri storici e la bellezza più di 650 mila sono sfitti: saracinesche abbassate. Nella sola provincia di Rimini negli ultimi 7 anni hanno chiuso 1.666 attività commerciali.

"In questo panorama, rispolverare un vecchio progetto di quasi 20 anni fa e attuarlo, per di più nel momento in cui tante amministrazioni locali e regionali mettono in discussione e limitano le attività degli Ipermercati, non appare una ricetta convincente", è la riflessione delle associazioni che chiedono un confronto urgente con i cittadini, operatori di settore e amministrazione comunale. "Si comprende che per l’amministrazione comunale il via ai lavori, rappresenti l’opportunità di utilizzare compensazioni e oneri di urbanizzazione, per la realizzazione di interventi urbanistici (bretelle, sottopassi, rotonde etc) altrimenti troppo onerose per il bilancio comunale. La strada giusta per affrontare questi temi rimane però un’altra. Interlocuzione e richiesta finanziamenti a Regione, Provincia, eventuali fondi Ue".

Per questo le associazioni territoriali di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Federmoda, chiedono un immediato incontro con amministrazione comunale di Misano a Adriatico e gli organi competenti della Provincia di Rimini. "Abbiamo tutti poco tempo per fermare definitivamente un progetto inutile e indirizzare, invece, tutti gli sforzi verso la creazione di autentici e condivisi piani di sviluppo per tessuto economico, produttivo e occupazionale", chiosa la nota.