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FOTO Animali selvatici, quando il volontariato è bello perché d'aiuto a tutti, anche i meno belli e svantaggiati

Il Cras di Rimini lotta ogni giorno per soccorrere gli indomabili, tra scarsità di fondi e di volontari

Attualità Rimini | 07:35 - 02 Febbraio 2020 La cena natalizia dei volontari del Cras Rimini La cena natalizia dei volontari del Cras Rimini.

di Francesca Valente

Quando c’è bisogno di dare una mano non si dovrebbe fare distinzione tra più belli, più affettuosi o più addomesticati. Quando però si tratta di animali selvatici la commozione e il conseguente contributo in segnalazioni, donazioni e aiuti offerti, in questo caso all’attività del Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) di Rimini, va sempre un po' sollecitato. Il bisogno di volontari è connaturato in un'associazione, in questo settore particolarmente, perché non si chiede di mettersi in gioco con un ritorno garantito di coccole e fusa, ma con abnegazione ed empatia, visto che un riccio, un pipistrello o un rapace difficilmente dimostreranno riconoscenza ai loro soccorritori per l’aiuto ricevuto.

Qual è allora la motivazione che dovrebbe spingere un cittadino comune ad avvicinarsi ad una realtà come questa? Beh, per esempio riconoscere che il Cras, attualmente gestito dalle Anpana (che si occupa della didattica ambientale e dei progetti di promozione della tutela della fauna selvatica) ed Atena (che gestisce le attività di cura degli animali ospiti del centro), offre l’unico servizio di assistenza e cura degli animali incidentati, malati o orfani al quale i cittadini possono dover ricorrere almeno una volta in tutta la provincia di Rimini.

«Negli anni la sensibilità comune nei confronti della fauna selvatica è andata fortunatamente aumentando», sottolinea Clara Corbelli, la responsabile del Centro, «i cittadini sono diventati i primi protagonisti della catena di soccorso dei soggetti in difficoltà ed è da loro che arrivano ogni anno le centinaia e centinaia di segnalazioni dei ritrovamenti di piccoli ed adulti bisognosi di aiuto. Questa crescita di attenzione è per noi volontari una forte spinta a continuare la nostra attività, anche se è davvero tutto molto complicato sia dal punto di vista emotivo che dello sforzo in termini di  impegno quotidiano. Gestire le cure di circa 1500 animali ogni anno e realizzare allo stesso tempo le strutture per ospitarli e riabilitarli non è facile. Oltretutto da noi non esistono animali di serie A  e di serie B: riteniamo ogni esemplare degno delle stesse attenzioni, pertanto le spese veterinarie e quelle per l’acquisto del cibo specifico per ogni specie sono davvero ingenti». Il volontariato è gratuità, ma non quando si tratta di dover mantenere una popolazione così ampia di bestioline bisognose: «La Regione copre annualmente una piccola parte delle spese ma i rimborsi sono assolutamente insufficienti rispetto alle necessità effettive soprattutto in questi primi anni di vita del Centro. Stiamo costruendo - nel vero senso della parola - una realtà  pubblica, indispensabile al nostro territorio, che resterà a disposizione di tutti coloro che sentiranno “propri” gli animali selvatici; perciò abbiamo bisogno dell’aiuto concreto di tutti.
Dobbiamo  farci perdonare la prepotenza con cui abbiamo distrutto delicati e preziosi ecosistemi preservando quello che resta degli habitat, dei  siti di riproduzione  e dobbiamo impegnarci insieme per dare  una seconda chance di libertà agli individui recuperati».

La mission di aiutare i selvatici è condivisa da molte associazioni animaliste amiche del Cras, come la dNa Rimini: «Conosciamo il Centro di recupero da molto tempo», esclama la presidente Uliana Juanita Vergoni, «i suoi volontari devono fare continuamente i conti con i sentimenti contrastanti che la gente prova verso gli animali selvatici, perché quelli da affezione sono entrati da tempo nel cuore delle persone comuni, mentre il mondo dei selvatici è ancora sconosciuto ai piu’ e serve una maggior cultura ed attenzione al problema».

Nel frattempo la giunta del Comune di Rimini ha approvato l’adesione all’Accordo per la tutela e il soccorso degli animali di affezione in caso di calamità naturali e non, una rete di collaborazione istituzionale regionale tra Comuni, enti, veterinari e associazioni animaliste coordinata dalla Regione per soccorrere gli animali domestici in caso di calamità naturale. Un’attenzione pregevole, che però ancora una volta lascia da parte tutti quegli esseri che in natura spesso e volentieri non si fanno vedere se non quando l’antropizzazione è troppo spinta, o quando le necessità di sopravvivenza diventano troppo forti.

Il Cras della provincia di  Rimini si trova in via Baracchi 47 nella frazione di Corpolò: per segnalazioni o per collaborare con i volontari il numero del centro è 338 7204689.

Dal 1 gennaio 2020 la raccolta e il trasporto dei selvatici feriti sono effettuati dall’associazione “K. Lorenz .. e l’uomo incontrò il cane” di Riccione (392 3678209).