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Rimini, Ascanio Celestini torna alle origini con "Radio Clandestina"

Domenica 2 febbraio al Teatro Galli, una riflessione sull'occupazione nazista in Italia

Eventi Rimini | 13:00 - 30 Gennaio 2020 Ascanio Celestini Ascanio Celestini.

A vent’anni dal debutto, Ascanio Celestini riporta in scena Radio clandestina, il monologo che ha lanciato la sua carriera di “cantastorie”. Divenuto uno dei principali esponenti del teatro di narrazione italiano, l’artista romano sarà in scena domenica 2 febbraio al Teatro Galli (ore 21, turno D) per proporre una riflessione sulla storia e sulla memoria a partire da uno degli episodi più tragici dell’occupazione nazista in Italia. Si torna al 23 marzo del 1944 quando i Gruppi d’Azione Patriottica attaccarono una colonna tedesca in via Rasella; il 24 marzo, per rappresaglia, i nazisti uccisero 335 persone in una cava sulla via Ardeatina, dieci italiani per ogni tedesco morto.

“A Roma non esiste un’immagine chiara di ciò che fu il movimento partigiano – ha spiegato Celestini -  I partigiani ce li immaginiamo mentre camminano in montagna e cantano Bella Ciao, ma a Roma erano i tedeschi e i fascisti gli unici che avevano il permesso di muoversi in gruppo e cantare. Il racconto della lotta partigiana e dell’occupazione nazista a Roma viene spesso raccontata in maniera confusa, ma soprattutto l’eccidio delle Ardeatine e l’azione di via Rasella che lo precedette sono ormai parte di un mito negativo, di una storia che viene raccontata al contrario. Io ho provato, partendo dai materiali pubblicati nel libro di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito a dare voce a quella parte orale della storia che ancora racconta quei giorni in maniera viva, diretta e non rovesciata”.

Il risultato non è la storia di quei tre giorni, ma qualcosa di vivo e ancora riconoscibile nella memoria di una intera città: è la storia delle donne che vanno a cercare i loro uomini, delle mogli che lavorano negli anni ‘50 e dei figli e dei nipoti che quella storia ancora la raccontano.

Il primo studio per un più ampio progetto sulla memoria orale dell’eccidio alle fosse Ardeatine è stato presentato dal 31 ottobre al 3 novembre 2000 nella cella n.11 dell’ex carcere nazista di Roma (oggi Museo della Liberazione). “Sono passati vent’anni e i miei racconti stanno ancora in quella stanza. Nei pochi metri quadrati che occupano le scenografie di tutti gli spettacoli che ho portato in scena dopo”.